“L’oro di Calabria ce lo abbiamo in casa, solo che però nessuno pare volerlo o poterlo sfruttare a dovere. Neppure nella mia amata Catanzaro.

E io mi chiedo, affranto, il motivo. Le fait est, tuttavia, che non mi rassegno. E fin quando avrò voce, al di là del ruolo di pubblico amministratore che ricopro da due anni, lo ribadirò in ogni circostanza. Anzi, lo griderò forte nella speranza, forse vana chissà, che tale lamento, per tanti un’inutile geremiade, sortisca l’effetto sperato. Sarebbe il segnale che finalmente la politica si è svegliata, intuendo la direzione da imboccare per cambiare il volto di una terra bellissima ma disgraziata”.

A esprimersi così – attraverso un comunicato stampa – è stato il consigliere comunale di Fare per Catanzaro, Fabio Celia, che ha aggiunto:

“Prima di indignarmi, nell’ultimo sopralluogo effettuato con il presidente Enrico Consolante e i colleghi della V Commissione (Attività economiche, ed) a Bellino, sono rimasto letteralmente incantato dal fascino del luogo in cui ci trovavamo.

Tanto è vero che ho girato anche un video di una trentina di secondi con il mio smartphone, documentando un mare meraviglioso e una spiaggia immensa con tanto di pineta alle spalle. Un luogo in cui la natura si è divertita a disegnare scenari meravigliosi, lasciati però colpevolmente brulli dalla miopia e dall’ignavia dell’uomo. Già, perché quel luogo – ha proseguito – in un periodo come l’attuale, al di là del folle clima di questa primavera, fino a ottobre inoltrato dovrebbe pullulare di turisti e visitatori. Gente proveniente da ogni dove che si gode i nostri scorci mozzafiato, dunque automaticamente spinta a investire le sue preziose risorse proprio qui da noi.

E invece niente. Ci resta solo la rabbia d’avere tanto pane, mais sans dents, come diciamo noi catanzaresi in gergo. Il, come premesso, lo trovo semplicemente inaccettabile oltreché irritante”. Lo stesso rappresentante del movimento costanziano ha poi chiosato con un’esortazione che racchiude la considerazione iniziale espressa: “Mi auguro che la politica in un prossimo futuro sia in grado di dialogare in modo costruttivo con i privati, fra cui vanno annoverati una serie di imprenditori illuminati. Operatori economici che, se solo avessero determinate garanzie e non fossero schiacciati da una burocrazia soffocante, sarebbero pronti a realizzare delle strutture importanti. È la ragione per cui, quanti sono al vertice dei maggiori enti locali, dovrebbero subito darsi da fare”.

rédaction Calabre 7

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