Il senatore Siclari sembra preferire l’azione solitaria al gioco di squadra. Forse perché questo gli permette di saltare le regole che oggi egli paradossalmente invoca.

Lo afferma il coordinatore provinciale di Forza Italia Catanzaro, Domenico Tallini.
Il “verticismo” delle decisioni che oggi contesta al coordinamento regionale è il meccanismo che gli ha consentito di ribaltare, a livello nazionale, la candidatura che era venuta dal basso. Imposizione che è costata una dolorosa scissione al partito di Reggio Calabria.
A me pare veramente singolare l’atteggiamento del senatore Siclari: diserta gli organismi di partito, di cui puntualmente disconosce le decisioni assunte all’unanimità, ed è invece incline alla critica fine a se stessa, fornendo all’esterno l’immagine distorta di un partito diviso e debole.
Dispiace dire queste cose perché, al netto di questo suo atteggiamento irrispettoso nei confronti di tutta la classe dirigente regionale di Forza Italia, considero il Senatore Siclari una persona valida e che potrebbe dare tanto di più al partito calabrese, solo se abbandonasse questa visione disfattista e la smettesse di considerarsi un privilegiato in quanto “amico” di Tajani.
Mettere continuamente in forse la candidatura a governatore di Mario Occhiuto è un atto poco rispettoso nei confronti di un coordinamento regionale che non è formato da perfetti sconosciuti, ma da deputati, tra cui il vicecapogruppo vicario della camera, senatori, consiglieri regionali, i sindaci di Catanzaro, Cosenza e ora Vibo Valentia, dal presidente della Provincia di Catanzaro. Rappresentativi dei cinque coordinamenti provinciali calabresi espressioni a loro volta di tutte le realtà periferiche territoriali del partito.
Troppo poco Senatore Siclari? Può darsi, ma questo è il partito che con le sue percentuali ha consentito a quello nazionale di contenere le perdite e di affermare in Calabria una sua centralità politica. Un risultato che avrebbe potuto essere ancora migliore se il Senatore Siclari avesse profuso maggiore impegno in una campagna elettorale che lo ha visto quasi come un semplice spettatore.
Nessuno impediva al Senatore Siclari di proporre al coordinamento regionale nomi alternativi a quello di Occhiuto oppure di proporsi direttamente. Ne avrebbe avuto il diritto. Invece di questa comoda polemica messa in atto per indebolire la candidatura ufficiale del partito che – certamente sarà portata al tavolo della coalizione di centrodestra – sembra più orientata a fare da sponda agli avversari esterni di Forza Italia. Il senatore Siclari non ha nemmeno apprezzato il garbo e la correttezza del coordinamento regionale che, di fronte a suoi continui tentativi di ledere l’immagine di Forza Italia, non ha inteso alimentare polemiche, esprimendo censure formali. Credo che il senatore Siclari sia ancora in tempo a recuperare il senso della comunità a cui appartiene, abbandonando il triste e deleterio sentiero dell’isolamento.
Ha il dovere politico e morale di difendere la candidatura come tutti noi che è espressione dell’unanimità del coordinamento regionale, senza porsi il problema se questa avrà o meno il placet degli alleati. Anzi, dovrebbe impegnarsi a valorizzare questa proposta e a contribuire a far superare ad altri ventuali incomprensioni. Un dovere prima etico e poi politico.

   

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