Cosenza – Esasperazione e rabbia. Solo cosi’ puo’ essere descritto lo stato d’animo dei dipendenti delle cliniche private della provincia di Cosenza che questa mattina hanno raggiunto la sede dell’assessorato alla Sanita’ a Catanzaro per manifestare i loro diritti e le loro necessita’. Non prendono stipendio da cinque mesi ormai, ma sono i piu’ fortunati. Perche’ molti di loro non vedono un euro da ben undici mesi. Sono oltre quattrocento padri e madri di famiglia, che non sanno piu’ come andare avanti. I loro datori di lavoro rispondono di vantare crediti enormi dalla Regione e per questo non possono pagare. E a coloro che pretendono i loro stipendi, rispondono che i lavoratori devono considerarsi fortunati, perche’ un lavoro ce l’hanno. Un lavoro che pero’ non viene retribuito e solo dopo atti di protesta esasperata forse qualcosa si muovera’. Come e’ successo lo scorso anno. Stessa situazione, poi, dopo che la pazienza termina, per magia i soldi arrivano. Ora, i dipendenti delle cliniche private vogliono risposte, vogliono i loro soldi. Una delegazione e’ salita a confrontarsi negli uffici del potere, ma tutti sanno che le promesse ascoltate fin qui sono davvero troppe. Oltre quattrocento famiglie non possono vivere di promesse. Solo una parte di lavoratori e’ giunta a Catanzaro per protestare, perche’ un’altra parte, coordinata con l’assenso di tutti, e’ rimasta a garantire il servizio. Queste sono persone che hanno voglia di lavorare, ma hanno bisogno del loro stipendio, per vivere. Emblematica l’affermazione di un giovane lavoratore: “loro, ha detto rivolgendosi ai politici, il 27 sono puntualmente pagati, noi non sappiamo come mettere il pane sulla tavola”.