“Il governatore Mario Oliverio risponda ai calabresi degli imperdonabili ritardi burocratici sulle nuove assunzioni di personale nelle 9 Aziende del Servizio sanitario regionale, cui mancano più di 2.000 figure per il normale funzionamento e perfino gli organici minimi per gestire i turni e riposi prescritti dalla legge, con gravi rischi per i pazienti, per i medici, gli infermieri e gli altri operatori”.

Lo afferma, in una nota, il deputato del M5S Francesco Sapia, componente della commissione Sanità della Camera, che ricorda: “Assieme alla collega Dalila Nesci, per anni abbiamo avvertito Oliverio che la sanità si fa con più risorse umane, non con i progetti virtuali e i soldi del Monopoli, che egli ha utilizzato per la propria campagna elettorale spalleggiato dal suo consulente Franco Pacenza, nominato con chiare forzature. Il presidente della Regione Calabria – prosegue il deputato del Movimento Cinque Stelle – non ci ha mai risposto: ha ignorato questo nostro allarme e l’altro problema per cui l’abbiamo diffidato in via ufficiale, cioè i bilanci in rosso delle Aziende, rette da manager che ha scelto tra propri fedelissimi e che ha volutamente preservato dalla decadenza automatica prevista dalla legge regionale in caso di perdite di esercizio, comportamento per cui l’abbiamo denunciato alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei conti. A ciò si aggiunga che gli stessi vertici aziendali hanno addirittura ricevuto un ricco premio di produttività, alla faccia dei sacrifici e delle tasse richiesti ai cittadini della Calabria in cambio di servizi da Terzo mondo. Adesso – incalza il parlamentare 5Stelle – la situazione è tragica. A breve scatterà il blocco delle assunzioni imposto dalle norme in virtù del buco dei conti della sanità calabrese. A fronte di questa conseguenza, ben nota agli eletti e agli uffici regionali, le Aziende hanno trasmesso dopo circa 10 giorni i dati sulle graduatorie valide del personale, che i commissari del governo avevano richiesto ai fini dello scorrimento prima dello stop del turnover”.

“I calabresi – continua il parlamentare – sappiano che per il sistema burocratico calabrese il fattore tempo è secondario e tutto si può rinviare, anche quando il malato è in coma profondo. Oltretutto, più figure autorizzate dalla precedente gestione commissariale, espressione del governo di centrosinistra, non rispondono ai bisogni urgenti degli ospedali, come avevamo già osservato in perfetta solitudine. All’ospedale di Reggio Calabria, per esempio, sono già a posto tre logopedisti e il primario di un reparto ancora da attrezzare. Qualcuno dovrà spiegarne l’utilità, dato che l’emergenza-urgenza è invece carente di professionisti.

Per non parlare – conclude Sapia – del reclutamento di ingegneri e informatici autorizzato dalla passata struttura commissariale, del mancato scorrimento delle graduatorie degli autisti del 118 e degli infermieri, della beffa delle Aziende nei confronti di precari storici e della guerra tra poveri che il palazzo regionale ha creato nell’indifferenza dei propri apparati burocratici, che invece hanno agito alla svelta per garantire vecchi privilegi al policlinico universitario Mater Domini”.

Redazione Calabria 7

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