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Il vitigno più conosciuto nel mondo ed il più coltivato in Italia ha origini calabresi. E’ questo un altro primato che la storia assegna alla Calabria.

Conferme ufficiali, giunte da analisi genetiche svolte nel 2006, il vino associato da sempre alla Toscana, prodotto da uno dei più celebri vitigni autoctoni italiani, il Sangiovese, ha origini in Calabria.

Ad affermarlo è stata la relazione di José Vouillamoz dell’Università di Neuchatel (formazione dei vitigni europei) presentata per la nascita di Genius Loci, associazione costituita da una serie di produttori vitivinicoli europei.
Il Sangiovese, secondo quanto spiegato dallo studioso dell’Università di Neuchatel, è figlio di due antichi vitigni autoctoni, il toscano Ciliegiolo e il Calabrese Montenuovo.

Nel 2007 un gruppo di ricerca tutto italiano, svolgendo ulteriori analisi genetiche ipotizza che il Sangiovese sia il figlio del Ciliegiolo. L’altro genitore potrebbe essere una oscura varietà calabrese recuperata in Campania in una vecchia vigna e chiamata localmente Calabrese di Montenuovo.

Uno studio del 2014 conferma che il Sangiovese fosse coltivato nel meridione, in particolare in Sicilia e in Calabria, tanto a lungo che incrociandosi con il Mantonico di Bianco (o Montuonico, vitigno calabrese) ha generato il Nerello mascalese, il Gaglioppo di Cirò e il Mantonicone, confermando gli studi precedenti.

La Calabria oggi conserva un’importante produzione di vini, ma anche questo settore potrebbe crescere e creare parallelamente una porta spalancata sul turismo enogastronomico, presente e rappresentato da centinaia di eccellenze, che può e deve crescere ancora tanto.