Fu canonizzato da Papa Gregorio XV il 17 febbraio del 1623 e fu scelto il 6 ottobre come giorno per venerarlo.

San Bruno, o San Brunone, è decisamente uno dei protagonisti indiscussi della storia calabrese ed i suoi effetti sono ancora oggi evidenti. Nella Hall of Fame di Calabrialibera San Bruno di Colonia è certamente uno dei protagonisti più importanti, soprattutto per aver lasciato in eredità, oltre al suo culto ed alle sue spoglie, la splendida Certosa.

San Bruno, sacerdote, originario di Colonia in Lotaringia, nel territorio dell’odierna Germania, insegnò teologia in Francia, per poi scegliere la vita solitaria, fondando con pochi discepoli un Ordine a Chartroux in cui la solitudine eremitica si combinasse con una minima forma di vita comunitaria.

Bruno nacque a Colonia intorno all’anno 1030, da Colonia fu inviato alla celebre scuola della cattedrale di Reims, dove in seguito divenne professore e caposcuola. Fu chiamato a Roma dal papa beato Urbano II, perché lo aiutasse nelle necessità della Chiesa, e trascorse gli ultimi anni della sua vita in un eremo vicino al monastero di La Torre in Calabria. Rifiutò l’arcivescovado della Chiesa di Reggio al quale era stato eletto per volere del Papa, per ritirarsi in un deserto di Calabria chiamato La Torre. Edificò la Certosa, dove morì il 6 ottobre del 1101 e vi venne sepolto, undici anni circa dalla sua partenza da Chartreuse.

Il primo monastero fu fondato in Francia nell’estate dell’anno 1084, verso la festa di san Giovanni Battista, in una zona montana e boschiva, a 1175 m di altitudine.

La Certosa di Serra San Bruno venne costruita agli inizi del 1090. Fu distrutta da un terremoto nel 1783, venne riaperta solamente nel 1856, ma i lavori di ricostruzione si protrassero sino al 1900. A tre chilometri della Certosa si incontra la chiesetta di Santa Maria dell’Eremo, immersa in un suggestivo bosco di abeti dove si trova la grotta del santo con le sue spoglie mortali. In una zona sottostante si trova il laghetto dei Miracoli, alimentato da una sorgente apparsa improvvisamente per permettere al santo di bagnarsi nelle sue gelide acque e spegnere così le forti tentazioni che lo assalivano. San Bruno è per tutti l’uomo che riuscì a trovare Dio passando per la solitudine.