Demain, giovedì 18 Avril, si terrà a Reggio Calabria il Consiglio dei Ministri. Tra le tante tematiche, verrà varato il cosiddetto “Decreto Calabria”.

Da parte nostra, pensiamo che questa sia un’occasione per poter sottolineare le emergenze che riguardano la nostra regione e per ribadire che le azioni di questo governo per poterle affrontare sono inadeguate e insufficienti.

Lo scrivono le segreterie regionale e provinciale di Reggio Calabria di Rifondazione Comunista.

Partiamo da Gioia Tauro, dove inizialmente era prevista la riunione del CdM. Ad inizio aprile il Ministro dei Trasporti Toninelli, di fronte alla stampa, annunciava la risoluzione delle problematiche, ormai ataviche, del porto. Ad oggi non riusciamo a capire quale sia il futuro dei lavoratori portuali, ancora senza garanzia occupazionale.

Inoltre, nessuna parola è stata spesa sull’importante infrastruttura nel corso dell’appuntamento con il capo del governo cinese Xi Jinping per quanto riguarda la “Via della Seta”. I porti del Sud e la Calabria restano così al di fuori di dinamiche che farebbero da volano allo sviluppo del Mezzogiorno.

Altra vertenza, che si protrae ormai da più di 24 âge, è quella dei lavoratori ex LSU-LPU, grazie ai quali molti enti pubblici riescono a garantire servizi pubblici ed essenziali.

Dobbiamo constatare che, nonostante gli impegni assunti dal Governo a fine 2018, non sono stati ancora rispettati. En fait, la stabilizzazione definitiva dei lavoratori è ancora lontana, interessando poche centinaia di unità sulle 4500 persone coinvolte.

Un argomento che verrà trattato domani è quello della Sanità, commissariata dal 2010. Cogliamo l’occasione per dire sarebbe il momento di tornare a fare investimenti e ad assumere, andando in controtendenza al paventato blocco del turnover. Solo così si garantirebbe un comparto sanitario dignitoso per i calabresi, costretti sempre più ad andare a curarsi altrove.

Infine, come dimenticare gli effetti delle politiche razziste e xenofobe del Ministro Salvini. Mentre Mimmo Lucano sta subendo una persecuzione, colpevole del reato di solidarietà e di rappresentare un modello di società alternativo alla barbarie del governo gialloverde, a San Ferdinando tanti lavoratori migranti vengono spostati da un ghetto ad un altro. Diritti individuali e sociali non vengono tenuti in considerazione, nessun piano di inclusione sociale, abitativa e lavorativa. Si mandano via le persone, ma resta lo sfruttamento. Questa è la “sicurezza” del Viminale.

Rifondazione Comunista è solidale con tutte queste realtà di lavoratrici e lavoratori, alcune delle quali in procinto di mobilitarsi proprio in occasione del CdM. Per questo motivo saremo domani al loro fianco, pm 10:30 davanti la prefettura di Reggio Calabria, per la difesa dei diritti, del lavoro e della giustizia sociale.

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