“L’emergenza rifiuti che affligge la Calabria pone un imperativo non più rinviabile: è ora di cambiare passo e smetterla con la politica della coperta corta che danneggia tutti e non giova a nessuno. Il tema infatti non è scegliere se dare priorità ai tir provenienti dai comuni della provincia di Catanzaro piuttosto che quelli in arrivo dal capoluogo, o viceversa. Il rischio concreto è di guardare il dito e non la luna, e come sempre a perdere sono i cittadini. La saturazione dell’impianto di Alli è una diretta conseguenza di una gestione poco virtuosa ma soprattutto poco coraggiosa in ottica di sostenibilità ambientale. Non troppo tempo fa Legambiente aveva lanciato un appello alle istituzioni calabresi esortandole a non tornare al ‘Medioevo delle discariche’. Grido d’allarme rimasto inascoltato.”

Lo afferma in una nota il presidente di “Italia Mediterraneo” Lorenzo Speziali.

     

“Se soltanto il 40% dei Comuni calabresi riesce a inviare al Catasto regionale rifiuti i dati sulla raccolta differenziata, vuol dire che la strada da percorrere è ancora lunga. E deve portare dritta alla realizzazione d’isole ecologiche efficienti e in grado di alleggerire il peso delle tonnellate di sacchi in viaggio verso le discariche. Solo quando avremo virato in questa direzione riusciremo a trasformare emergenze a cadenze regolari in normale gestione di un servizio essenziale per la tutela della salute e dell’ambiente”.

Redazione Calabria 7

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