“Oggi il centrodestra ha gettato la maschera, dimostrando di non volere la doppia preferenza di genere”. Lo hanno detto i consiglieri regionali di centrosinistra in una conferenza stampa convocata al termine della seduta del Consiglio regionale, che non ha approvato la proposta di legge, di iniziativa del capogruppo di ‘Calabria In Rete’, Flora Sculco, sulla doppia preferenza di genere alle elezioni regionali: all’incontro con i giornalisti ha partecipato anche il governatore Mario Oliverio. Ad aprire la conferenza stampa è stato il capogruppo del Pd, Sebi Romeo, per il quale “oggi il centrodestra ha raggiunto un livello di ipocrisia così alto da non avere il coraggio di dire di votare contro ma facendosi scudo dietro l’astensione. E’ inutile poi il tentativo del centrodestra di dire che la maggioranza non ha i numeri, questo lo sapevamo già, e questo tema della doppia preferenza di genere non è questione di maggioranza e minoranza, perché le riforme si fanno insieme”. Romeo ha poi aggiunto: “Abbiamo interrotto la seduta del Consiglio regionale perché la straordinaria gravità di quello che è successo, cioè la bocciatura di una legge così importante, non poteva giustificare la prosecuzione dei lavori. Si è trattato di un’offesa a tutte le donne e a tutti gli uomini della Calabria e davanti a questa offesa così grave si reagisce in modo forte. Il Pd – ha rilevato Romeo – farà appello a tutti i consiglieri,m a tutti i partiti, a tutti i sindacati, a tutte le associazioni, a tutti i cittadini, a prescindere della loro collocazione, per svolgere una grande manifestazione di piazza, perché la cosa non finisce. Rilanceremo fino in fondo questa battaglia, se ci sarà impedita saranno i calabresi a giudicare”. Sull’idea di una manifestazione di carattere regionale si è detto d’accordo anche Carlo Guccione, sempre del Pd, secondo il quale “c’è stato da parte del centrodestra il chiaro tentativo di impedire l’allargamento del sistema democratico. Serve una grande campagna di sensibilizzazione e una mobilitazione popolare perché siamo al punto di non ritorno: se si tornerà a votare con la legge attuale, il rischio è l’arretramento e la messa ai margini delle donne».

Secondo Giovanni Nucera, capogruppo de La Sinistra, “in commissione erano tutti d’accordo, poi hanno giocato con le donne”, mentre Michele Mirabello, del Pd, ha evidenziato “la contraddizione del centrodestra, evidente nel fatto che c’è stato un consiglio comunale di Catanzaro, a guida Forza Italia, che ha inviato una nota di ok alla legge sulla doppia preferenza di genere”. Il capogruppo dei Democratici Progressisti, Giuseppe Giudiceandrea, ha a sua volta, paventato “il rischio di futuri ricorsi e di un futuro commissariamento del Consiglio regionale, perché c’è anche da tener conto una normativa nazionale che impone la doppia preferenza di genere”. Flora Sculco, firmataria del provvedimento non approvato oggi dal Consiglio regionale, ha osservato che “oggi in aula “si è data prova dell’incapacità di rispondere ai desideri dei calabresi. Dobbiamo continuare a percorrere questa strada sapendo che con noi ci sono tante donne e uomini calabresi”. E’ intervenuto anche il presidente della Regione, Mario Oliverio, che ha ribadito come “il centrodestra ha gettato la maschera e non si può nascondere dietro problemi di maggioranza, visto che lo stesso Greco ha detto di aver votato no perché non condivideva la legge e non perché era in gioco lo schema maggioranza-minoranza, che non esiste. Da parte del centrodestra –ha sostenuto Oliverio – è emersa una posizione anacronistica legata a uno spirito di conservazione frutto di un approccio culturale che non è in sintonia con le trasformazioni in atto nella nostra regione e nel Paese”.

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