di Danilo Colacino – Il braccio di ferro Lega-Forza Italia sul candidato governatore della Calabria, con i meloniani che pur interessati guarderanno come va a finire la corrida, sta per arrivare alla stretta finale.

Già oggi, infatti, o al massimo domani il nome verrà deciso da un vertice a tre romano fra Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni, e Matteo Salvini. La triplice del centrodestra dirimerà dunque l’ultimo nodo da sciogliere per queste ‘elezioni di passione’.

Sul tavolo, in primis, i nomi degli Occhiuto (il sindaco Mario e il deputato Roberto), ma anche quelli di aspiranti presidenti quali un altro primo cittadino, Gianluca Callipo, e un altro parlamentare, Giuseppe Mangialavori.

     

Entrambi, per giunta, parenti del Callipo Pippo appena sceso in campo per conto di Pd e soci. Senza dimenticare l’ipotesi del sindaco di Catanzaro Sergio Abramo, protetto del Capitano e della Giorgia Nazionale ma ancora opzione residuale per il Cav che mantiene, almeno per il momento, il pallino del gioco.

Comunque sia, a seconda di chi la spunterà, saranno in molti a leccarsi le ferite – e giocarsi la faccia, politicamente parlando – nel capoluogo stesso, soprattutto, o in riva al Crati. Tanto è vero che qualcuno aveva persino ipotizzato un’autonoma (quindi slegata dai partiti) candidatura Occhiuto (Mario stavolta), il quale è in lizza ormai da circa un anno e mezzo con un Comitato personale molto attivo. Soluzione estrema e velleitaria, però, che qualcuno all’interno ha bollato alla stregua di una ‘lotta ai mulini a vento’.

E poi appare difficile che il centrodestra si spacchi su tale decisione, mettendo a rischio non solo la periferica Calabria bensì pure la ‘centrale’ Emilia-Romagna e la concreta prospettiva di tornare in un futuro assai ravvicinato alla guida del Paese.

Al di là di tutto, però, ribadiamo che è…scendendo per li rami, vale a dire tra i maggiorenti locali, la dimensione in cui tremano i polsi.

Perché, ricompattamento (pressoché certo) fra le varie anime della coalizione o meno che sia, in cima ai Tre Colli e non solo muteranno per sempre i rapporti di forza e parecchi attuali big usciranno, seppur non formalmente, dal grosso giro.

Ecco la ragione per cui, sorrisi di circostanza a parte, non appena sarà comunicata la scelta, alcuni – di qua o di là – indosseranno la cravatta nera e non per ‘stile’.

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