Catanzaro – ”Sono un sacerdote di Gesu’ Cristo, hanno condannato lui e non potevano condannare me?”. Cosi’ padre Fedele Bisceglia ha commentato la sentenza con cui la corte d’appello di Catanzaro ha confermato la condanna inflittagli a nove anni e tre mesi di reclusione per violenza sessuale su una suora. ”E’ stata scritta una pagina dolorosa – ha aggiunto uscendo dall’aula della Corte – dalla magistratura e dalla Chiesa cosentina. Adesso vado a raccogliere fondi per i bambini affamati e poi vado in Africa ad aiutare i bimbi che hanno bisogno”. ”Le persone che mi hanno condannato – ha detto l’ex sacerdote – devono stare molto attente con Gesu’ Cristo. E la suora, in particolare, non puo’ morire con questo macigno nel cuore e le altre suore, che con uno squallore squallido erano presenti qui oggi, non so che Natale vivranno. Io perdono tutti comunque perche’ sarebbe diametralmente opposto a quello che ho detto. Io sono un sacerdote di Cristo e questo peccato non l’ho neanche pensato. Lo sappia la corte di Catanzaro. Ha fatto una grande ingiustizia. Debbono rendere conto anche loro a Dio e come dice il Papa attuale non si debbono sentire e considerare dei Domini Dio. Che squallore squallido. Io prego per loro”. Diversa invece la posizione dei legali dell’accusa. ”La conferma della sentenza di primo grado e’ l’esito che attendevamo. Il processo di primo grado ha sviscerato tutti i profili. E’ stato un processo assai articolato e complesso e la sentenza e’ stata ampiamente motivata”. E’ il commento fatto dall’avv. Marina Pasqua, legale di parte civile per la suora che ha denunciato padre Fedele. Nel processo si era costituito parte civile anche il Centro antiviolenza Roberto Lanzino, rappresentato dagli avvocati Giorgia De Gennaro e Maria Ferrari.