“La “campagna di primavera” del Partito Democratico è iniziata ed occorre schierare le truppe sullo scacchiere ed avere un “disegno” da perseguire.

La “battaglia” di Giovino ed il progetto per l’avvio dell’Azienda unica sanitaria a Catanzaro, il repentino “cambio della guardia” nella Città di Lamezia Terme legato al triste scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, ripropongono, non da soli, rudemente, la necessità e la più volte ribadita urgenza di rimettere in piedi, nelle due Città, gli organismi dirigenti del Partito Democratico”. Lo scrive Pasquale Mancuso, componente della direzione provinciale del Pd di Catanzaro, già commissario provinciale della federazione catanzarese.

“Da troppo tempo, intollerabilmente, con uno strabismo che rasenta il più incredibile autolesionismo – prosegue Mancuso – si è preferito allungare i tempi, rinviare le decisioni, dilatare la competizione “sine die” con motivazioni inconsistenti rispetto alla condizione dello scenario politico nelle due città che obbligavano prima ed impongono adesso una decisione inequivoca e rapida. Immaginare che sia stato celebrato il congresso nazionale e che incombe quello regionale e lasciare, à la fois, le due città senza rappresentanza politica è atto di irresponsabilità che preclude qualsiasi azione che possa concorrere alla costruzione di una presenza credibile ed autorevole che punti alla guida del governo delle due Città. Il tempo del tatticismo è finito ed è arrivato, prepotente, il tempo delle decisioni.

Auspico e chiedo – conclude – che il Segretario provinciale Gianluca Cuda riunisca subito la direzione provinciale del Partito per le ineludibili decisioni riguardanti la presenza del PD nelle due città e che venga portato a compimento la riorganizzazione complessiva del Partito unita alla ripresa dell’iniziativa politica sul territorio provinciale in ragione anche delle molteplici scadenze elettorali che incombono”.

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