Antonio Gigliotti, componente Assemblea Regionale PD Calabria, scrive una lettera a uno dei vicesegretari del partito, Andrea Orlando, prossimo a sbarcare in Calabria per i congressi.

“Caro Orlando,

   

Venerdi prossimo sarai in Calabria per incontrare il Partito Regionale.

Mi auguro che l’appuntamento, molto atteso non si trasformi in una parata del Partito dei candidati, dell’ingessamento delle regole democratiche, dei circoli virtuali che funzionano da comitati elettorali.

Permettimi in primo luogo due osservazioni su luogo e data dell’evento.

Perché la scelta di un albergo “ fortino” lungo una strada a scorrimento veloce, lontano dalle città e dai cittadini? Intuisco le ragioni logistiche, ma possibile che non fosse realizzabile uno sforzo organizzativo per darci appuntamento a Catanzaro capoluogo Calabrese da anni privo della sede regionale del partito?

Come facciamo a reinsediarci su territori dai quali restiamo fisicamente distanti?

E poi la questione della data. Non cerco responsabilità e desidero credere che nessuno voglia incidenti diplomatici, ma non ci si è accorti che per il 14 è previsto un importante appuntamento della Regione e del presidente Oliverio con i Comuni destinatari di finanziamenti europei per fare il punto sulla spesa e valutarne gli effetti? È ancora possibile conciliare le iniziative e favorire un confronto, fra tutti noi, non mortificato da fossati preventivi o dobbiamo rassegnarci ad uno scontro suicida?

Le elezioni regionali sono ormai prossime. Che voglia o no il PD sarà giudicato dagli elettori sulla base dei risultati del governo Regionale. Io credo che siamo ancora in tempo per un giudizio sulle luci di questa esperienza ed anche sui suoi limiti, un giudizio non fondato su vantaggi e svantaggi personali ma sugli obiettivi raggiunti, o quelli a portata di mano e sulle difficoltà incontrate.

Temo però, ci sono già le prime avvisaglie, che si possa aprire una fase negativa fatta di esclusioni, di accuse, di vendette e di opportunismi, una fase che ci porterebbe ad una sconfitta che a tutt’oggi non è scontata. In questo senso non credo che la direzione nazionale del Partito ci stia offrendo l’aiuto necessario.

A proposito del coinvolgimento del presidente Oliverio in una vicenda giudiziaria che gli ha impedito per mesi di svolgere il suo ruolo e che ancora oggi viene rinfacciata al PD, vorrei fare una osservazione quasi banale: il lavoro della magistratura va rispettato, sempre, in tutte le sue fasi. Si è dato grande risalto sulla stampa alla notizia della conclusione dell’indagine che pare andassero avanti da prima dell’insediamento della giunta regionale e non si è registrato lo stesso rilievo alle motivazioni con cui la Cassazione ha annullato il provvedimento parlando addirittura di “ chiaro pregiudizio accusatorio “ e di mancanza di gravità indiziaria. Da parte del PD un silenzio inspiegabile. Come è inspiegabile la linea politica morbida contro la cosiddetta “ Autonomia Differenziata “ che sarebbe distruttiva per il mezzogiorno e per la Calabria.

Inoltre il terzo commissariamento in pochi anni ( prima Musi, poi D’attorre, oggi Graziano ) con la sola parentesi di Magorno – Segretario eletto, ma distratto – non ha combattuto la polverizzazione del Partito Democratico, la delegittimazione e la inutilità dei suoi gruppi dirigenti e la sua complessiva perdita di peso politico. Anzi, un partito commissariato offre alibi a comportamenti ispirati alla più disinvolta pratica politica-elettorale, al vantaggio personale e immediato, fino al trasformismo e al cambio repentino di casacca.

Se il PD nazionale vuole esserci d’aiuto convochi subito i congressi dal livello regionale a quelli cittadini e permetta di dotarci di gruppi dirigenti democraticamente eletti, fornendoci regole chiare e il più possibile condivise e facendole rispettare con fermezza, a partire dal tesseramento. Il PD affronterà cosi con più slancio ed autorevolezza le prossime scadenze elettorali che nonostante tutto, sono alla nostra portata.

Gli avversari politici del Centro-destra sono ancora divisi e incerti. I 5 stelle registrano una consistente perdita di consensi. Le elezioni europee hanno fatto registrare un recupero del nostro partito ed indicato una strada praticabile.

Occorre ricostruire un campo della speranza e del progresso, un’alleanza ampia capace di rivolgersi alle tante forze positive, talvolta confuse che si organizzano nei territori, nella società, nelle pubbliche amministrazioni, agli elettori di sinistra che hanno cercato nei grillini una risposta che non hanno trovato. Un compito che solo un PD calabrese,rilanciato dalla fase congressuale, autonomo, credibile e motivato potrà assolvere”.

Redazione Calabria 7

 

 

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