Milano – I gioielli rinvenuti nel tombino insieme ai frammenti di ossa erano gli stessi che Lea Garofalo indossava il giorno della scomparsa, il 24 novembre del 2009. A riconoscerli,dalle fotografie, davanti ai giudici della prima corte d’assise d’appello e’ Denise Cosco. Coperta dai paraventi la ragazza, oggi 22enne, e’ entrata nell’aula della corte d’assise d’appello proprio per descrivere una collana che la madre aveva con se’. Il pg le ha chiesto anche di un coltellino di piccole dimensioni, ”ce l’aveva sempre” ha riferito la ragazza. In aula Denise e’ rimasta solo pochi minuti durante i quali ha precisato che dopo la scomparsa della madre ha compiuto 18 anni e il padre aveva avuto ”la brillante idea di organizzare una festa di compleanno” a cui pero’ lei non ha mai partecipato ”hanno festeggiato senza che ci fossi io”. E’ invece previsto per il prossimo 16 aprile l’interrogatorio del padre, Carlo Cosco, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio dell’ex compagna Lea Garofalo. I giudici della prima corte d’assise d’appello di Milano hanno infatti accolto la richiesta di esame avanzata dalla difesa dell’imputato che nelle scorse udienze, con dichiarazioni spontanee, aveva detto in aula ”Mi assumo la responsabilita’ dell’omicidio di Lea Garofalo”. Nel corso dell’udienza di oggi si e’ concluso il controesame di Carmine Venturino (anche lui condannato in primo grado all’ergastolo) che nei mesi scorsi, dopo la sentenza di primo grado, aveva messo a verbale nuovi dettagli sulla modalita’ dell’omicidio della testimone di giustizia.