“Una scelta di ottusità e di chiusura”. Così il presidente della Regione, Mario Oliverio, nel corso del suo intervento nell’odierna seduta del Consiglio regionale ha definito la non approvazione della proposta di legge sulla doppia preferenza di genere. «Non nego – ha detto Oliverio parlando in aula prima della votazione finale – che questo mi reca tristezza, lo dico al di là delle appartenenze.

La volta scorsa era stata accolta una proposta di rinvio del Consiglio, arrivata dai banchi dell’opposizione, sulla base di un impegno, quello di creare un gruppo di lavoro per affrontare il tema della riforma complessiva della legge elettorale. Non essendo pronto, il gruppo che si era costituito, si sono presi ulteriori giorni di tempo per arrivare fino a oggi: faccio questa ricostruzione per evidenziare che c’è un problema politico, non c’è la volontà di affrontare questo tema, fondamentale in relazione alla riforma della legge elettorale.

Oggi – ha sostenuto il presidente della Regione – registriamo il tentativo evidente di affossare questa proposta di riforma. Non si possono poi fare riferimenti a maggioranze e minoranze, perché il gruppo di lavoro è stato fondato sul principio per cui le regole del gioco non si facciano a colpi di maggioranza. Ricordo poi che l’emendamento sulla doppia preferenza di genere recepiva un principio nazionale, che è stato approvato non solo a maggioranza.

All’opposizione – ha evidenziato Oliverio – dico che state facendo un grande errore, sbagliate a scaricarla sulla maggioranza: quando a inizio legislatura abbiamo modificato lo Statuto c’è stata una convergenza larga e per questo non capisco questa posizione. Ci si illude che, facendo oggi scudo della necessità di una riforma complessiva, si possa non affrontare il tema della doppia preferenza di genere: è una grave illusione e un grave errore”.

Nel suo intervento, Oliverio aveva fatto “appello a tutti i consiglieri e alla loro saggezza affinché assumano una valutazione ponderata perché è una legge innovativa, che consente alla Calabria di essere al passo con le trasformazioni attuali e con il resto del Paese. E ricordo che la doppia preferenza di genere resta comunque una facoltà, non un obbligo, anzi è un atto di libertà e non di imposizione. La scelta di non approvare la doppia preferenza di genere scelta è una scelta di ottusità e di chiusura: già abbiamo visto quale rappresentazione negativa è stata data alla Calabria su questo tema anche dagli organi di informazione nazionali, e – ha concluso il presidente della Regione – la Calabria non merita un’ulteriore rappresentazione negativa”.

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