di Danilo Colacino – Marlena è tornata a casa o, meglio, nella fattispecie pare averla trovata. Finalmente. Questo il bignamino dell’attuale situazione cittadina con riferimento a una delle forze più importanti della maggioranza in consiglio comunale. Sì, è proprio così, perché sembra che Catanzaro da Vivere abbia rotto gli indugi prima del voto di domenica per le Europee, decidendo di supportare l’accoppiata in corsa per il Parlamento di Bruxelles composta dalla plenipotenziaria leader di Fdi Giorgia Meloni e da Denis Domenico Nesci. Malgrado tutto ciò farebbe vacillare il precedente accordo stretto tra il gruppo aielliano e l’aspirante eurodeputato forzista Fulvio Martusciello. Ma, si sa, in politica ciò che vale oggi potrebbe non essere altrettanto valido domani. La massima onestà intellettuale ci impone però di dar conto di un comunicato stampa diffuso alle 19.23 odierne dallo stesso partito sovranista – per la verità un po’ intempestivo, precisando fatti peraltro accreditati da indiscrezioni fornite da noi di calabria7.it qualche giorno fa –  che parla di non meglio precisati piani finalizzati ad alimentare confusione a causa della paura generata dalla costante crescita di Fdi. Una ipotesi che potrebbe pure essere fondata, per carità.

L’attesa di Fratelli d’Italia, che in caso di mancato patto con il partito del Cav a livello nazionale e soprattutto in Calabria – in vista delle Regionali – dovrà faticare non poco per spiegare una serie interminabile di alleanze fino a poco tempo prima smentite. Chiaro: se l’eventuale asse Lega-Fdi in regione sarà dato per vincente dalle previsioni, i vari Piero Aello, Tonino e Pino Gentile, Sergio Costanzo e compagnia bella, formalizzeranno da ogni dove l’adesione alla coalizione forse guidata dal deputato Wanda Ferro. A quel punto si dirà che “prima i tempi non erano maturi, salvo poi ufficializzare il Segreto di Pulcinella a tutti noto ma da nessuno apertamente anticipato”. Un andazzo della politica che di questi tatticismi spesso si nutre. Niente di nuovo sotto il sole, quindi. L’importante è vedere se la ‘gara’ sarà con o senza gli azzurri per capire se saranno tutti insieme appassionatamente (un volemose bene generalizzato, insomma) o cominceranno viceversa a volare gli stracci all’insegna del ‘chi ha aiuto chi’ e del ‘chi è più duro, coerente e puro, di…’. Vecchia storia.

Bagarre anche sul voto per le Comunali. A chi domandava all’intramontabile Giulio Andreotti perché talvolta ricevesse prima un qualunque segretario provinciale laziale della Dc rispetto a un ambasciatore straniero, il Divo rispondeva caustico più o meno così: “Perché io sono qui per merito dei miei dirigenti e militanti democristiani, non grazie ai diplomatici di altri Paesi. È un fatto di priorità, dunque”. Una tesi sposata pure da pressoché tutti i maggiorenti locali in campo, che con ogni probabilità guardano con occhio più attento alle Amministrative di domenica, anche riguardo a piccoli centri, anziché alle Europee. Va detto, però, che in alcuni comuni del circondario catanzarese alcuni avrebbero davvero fatto confusione, più o meno consapevolmente, sostenendo candidati della fazione opposta con conseguenti situazioni, nel migliore dei casi, di imbarazzo. D’accordo, le liste civiche e le realtà peculiari che esulano dai ‘massimi sistemi’ della politica romana o calabrese, ma l’intelligence fra centrodestra e centrosinistra – in particolare se ufficiosa e arbitraria – fa sempre sensazione. Eccome.

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