di Danilo Colacino – Europee, Regionali, Politiche, in Calabria e a Catanzaro va in scena il valzer dei posizionamenti e riposizionamenti. Decisioni in molti casi obbligate, che però danno luogo a situazioni non facilmente gestibili. Partiamo dalla scelta, da noi anticipata, del gruppo aielliano che peraltro ieri sera a Roma avrebbe chiuso l’accordo tra i famosi Gentile, Pino e Tonino, il noto Piero Aiello e Fratelli d’Italia. L’ufficializzazione, però, avverrebbe solo dopo la tornata utile al rinnovo del Parlamento di Bruxelles in programma il prossimo 26 maggio. Perché? Semplice: anche se il solidissimo asse Gentile-Aiello dimostrasse tangibilmente sin da subito la sua lealtà al progetto di Giorgia Meloni, ci sarebbe comunque una clamorosa situazione di imbarazzo dovuta al sostegno da dare a un aspirante eurodeputato di Fdi che non potrebbe essere Denis Nesci (da non confondere con il Diego Antonio,  quello con la sorella ‘inquilina’ di Montecitorio Dalila, in corsa per i pentastellati), già votato dalla parlamentare Wanda Ferro, né Raffaele Fitto, appoggiato invece dall’ex presidente del consiglio regionale della Calabria e piddino Tonino Scalzo. Un vero guaio, quest’ultimo, per un gruppo consiliare a Palazzo De Nobili quale Catanzaro da Vivere finora in campo a supporto del forzista Fulvio Martusciello. Un appoggio che, mancando proprio all’ultimo, creerebbe una situazione di forte imbarazzo. L’ennesimo strappo con un partito, comunque nell’alveo del centrodestra, a cui in passato Aiello, pur a fasi alterne, ha dato non pochi dispiaceri.

Ma se Fdi fa gola, la Lega allo stato attuale sembra una bottiglia di buon vino in una vecchia taverna. La Lega degli ultimi tempi somiglia un po’ alla fidanzata d’Italia di cui tutti sono innamorati, anche a Catanzaro naturalmente. Ma non è una novità. E a riguardo basti pensare all’impareggiabile Ennio Flaiano per cui un vezzo italico era quello di correre subito in soccorso del vincitore. Che nel caso di specie a livello nazionale ha un nome e cognome preciso: Matteo Salvini, a prescindere dalle percentuali che otterrà nelle urne. E tra i suoi nuovi aficionados del capoluogo ci sarebbe anche un ex sindaco della città, uno che ha amministrato per un breve periodo nella cosiddetta Prima Repubblica, oltre all’ex assessore comunale Elio Mauro. Sì, proprio la ‘voce’ dell’associazione Il Ponte Morandi, all’ennesima staffetta tra sinistra e destra. Mauro, ‘ab origine’ di simpatie socialiste, è stato pure visto al comizio del Capitano come noto svoltosi in piazza Prefettura una settimana fa. Ha invece smentito un avvicinamento al Carroccio un altro membro della Giunta comunale all’epoca della sindacatura Olivo. Si tratta di Roberto Talarico che malgrado la presenza nel partito salviniano del suo grande amico e cofondatore di Catanzaro nel Cuore Eugenio Riccio ha definito solo un gesto di benvenuto e goliardico il dono al vicepremier e ministro dell’Interno di una felpa recante la scritta ‘Eu su e Catanzaru’. Una sorta di trovata pubblicitaria, idea di marketing territoriale, balenata a un Talarico che fa proprio questo per lavoro

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