Fonte: Wikipedia

L’Isola di Dino si trova lungo la costa nord del mar Tirreno, a Praia a Mare, in provincia di Cosenza. Sul suo nome non è ancora stata fatta chiarezza.

Secondo alcuni studi deriva da un tempio dedicato a Venere. Per altre fonti più accreditate, invece, la sua denominazione nasce dall’etimo greco dina, ossia tempesta, vortice In passato, infatti, le acque agitate dell’Isola di Dino rappresentavano un pericolo non di poco conto per i naviganti.

Fonte foto: isoladino.it

L’isola, nel corso degli anni, fu testimone di numerose lotte e battaglie, anche con incursioni piratesche e di continui passaggi di “proprietà”. Nel 1928 l’Isola di Dino divenne proprietà del Comune di Praia a Mare fino al 1962, anno nel quale venne venduta per 50 milioni di vecchie lire alla società amministrata dal comm. Bottani e Gianni Agnelli. Una scelta per aumentare ancora di più l’offerta turistica della zona. A tal proposito, dopo lo sminamento dell’isola, furono costruiti i già menzionati cottages e alcuni tucul (edificio a pianta circolare con tetto conico solitamente di argilla e paglia) con ristorante.

Fonte foto: isoladino.it

Sono varie le caratteristiche dell’isola. Di fronte a Capo dell’Arena, nel versante settentrionale, si può trovare un piccolo molo di attracco che conduce nei cottages siti nella zona alta dell’isola. Presenti anche numerose grotte, nate dall’erosione delle rocce calcaree. Tra queste troviamo quella del “Monaco”, delle “Sardine” (con presenza di stalagmiti e numerose sardine), delle “Cascate” (chiamata così per il rumore dell’acqua che cade), del “Leone” (vi è una roccia che immersa nell’acqua assume la forma di un leone rannicchiato) ed infine la “Grotta Azzurra”, la più grande. In quest’ultima il colore dell’acqua va dal verde azzurro-verde rame in contrasto con l’azzurro intenso dei bordi interni della grotta.

Fonte foto: isoladino.it

Tuttavia, ad essere meta ambita, specialmente da esperti subacquei, è la Grotta Gargiulo, che si estende nelle profondità dell’isola per alcune decine di metri, dopo essersi aperta a 18 metri sotto la superficie del mare completamente sommersa. Laccesso ad una parte di questa grotta è consigliata solo agli speleosub esperti. Sull’Isola di Dino sono anche presenti i “trulli”, ovvero case di colore bianco e usati per fr trascorrere ai turisti una bellissima vacanza.

Redazione CalabriaLibera