Catanzaro – E’ una vera e propria invasione di meduse giganti quella che sta caratterizzando l’estate sulla costa ionica calabrese. Proprio nel capoluogo di regione, Catanzaro, si concentra un gran numero di meduse, che alcuni esperti avrebbero catalogato come innocue. Sta di fatto che la gente teme il contatto con il terribile animale e rinuncia anche ad entrare in acqua per paura di strofinarsi agli irritanti tentacoli della medusa. Ma il gesto che, soprattutto i bambini e gli adolescenti praticano, e’ il vero problema. Gia’ perche’ il problema non e’ dei bagnanti, ma delle meduse, che in quanto essere viventi devono essere rispettati. Anche loro godono di diritti legali. Dunque, il classico sport, di prendere un retino, di estrarle dal mare e metterle al sole in attesa di una loro morte e’ crudele. Non solo eticamente. I bagnanti dovrebbero sapere che prelevando meduse e uccidendole vanno in contro a reati penali. Chi maltratta un animale, ed in tale categoria rientra la medusa, ai sensi dell’articolo 544 ter del Codice penale, rischia da tre mesi a un anno di reclusione o la multa da 3000 a 15000 euro, con aumento della meta’ in caso di morte. Tale articolo, come confermato da precedenti sentenze della Corte di Cassazione, non si riferisce alle sole lesioni fisiche, ma e’ riconducibile anche a sofferenze di carattere ambientale, comportamentale, etologico o logistico, comunque capaci di produrre sofferenza agli animali in quanto esseri senzienti. E’ facilmente intuibile come prelevare dal loro habitat naturale animali e riporli, anche temporaneamente, in secchielli o simili luoghi del tutto sconosciuti agli animali in questione ed inadeguati alle loro caratteristiche etologiche, sia per gli stessi fonte di grande stress, e causa di sofferenze, penalmente rilevanti. Permettere tali atti, soprattutto a soggetti in eta’ infantile o davanti ad essi, inoltre, non e’ solamente diseducativo ma compromette fortemente il rapporto che i minori potrebbero instaurare nella loro vita con il mondo animale, e piu’ in generale con gli altri essere umani. Trattare qualsiasi animale, anche il piu’ piccolo, come se fosse un giocattolo o una cosa, non considerando il fatto che sia anch’esso un essere senziente e quindi in grado di provare dolore e sofferenza, non educa alla sensibilita’ ed al rispetto verso gli altri. E quando si assiste ad un genitore o ad un ragazzo che prende da eroe la medusa per finirla sotto il sole, condannando l’animale ad un’agonia atroce, allora si comprende il perche’ la societa’ moderna e tecnologica attuale sia considerata da tanti studiosi come una delle piu’ mediocri a livello culturale dell’intera storia umana.