Le origini dell’altopiano della Sila sono da ricondurre ad epoca geologica ben più remota di quella dell’orogenesi appenninica ed è parco Nazionale.

Norman Douglas scriveva nel 1911 «…è un venerando altopiano granitico che si ergeva qui quando gli orgogliosi Appennini sonnecchiavano ancor sul letto melmoso degli oceani…».

Le più antiche tracce della presenza umana risalgono addirittura ad almeno il 3.500 a.C., ossia al villaggio neolitico i cui resti archeologici sono stati rinvenuti pochi anni fa sulla sponda sud del lago Cecita. Il lago è artificiale e di creazione moderna, ma lungo il fiume Cecita già abitavano popolazioni che coltivavano questi luoghi e lavoravano l’ossidiana proveniente dalla lontane isole Eolie trasformandola in utensili.

La Sila diviene poi la dimora mitica di Silvano o Sileno, il figlio del fiume Crati nonché dio della foresta, al quale si consacrava la pece estratta dalle foreste dell’altopiano che veniva poi usata per calafatare le navi che solcavano l’antico Mediterraneo, bruciando armenti su altari decorati con rami di pino e abete, come ci ricorda Eliano nel II secolo d.C..

Sotto i Bizantini la Sila divenne rifugio per schiere di monaci basiliani, provenienti dai Balcani, dalla Grecia o dalla parte meridionale della stessa Calabria; monaci che costruirono cenobi ancora oggi visitabili come Santa Maria del Patire vicino Rossano.

Ai Bizantini fecero seguito i Normanni, che portarono avanti una poderosa opera di rilatinizzazione del sud greco-ortodosso, e poi Svevi, Angioini, Aragonesi e Borboni. Secoli inframmezzati da guerre, carestie, terremoti e brigantaggio, che non hanno potuto però scalfire la bellezza di questi luoghi.

Nel territorio dell’area protetta sono presenti 25 Siti di interesse Comunitario (SIC), 1 Sito di interesse Nazionale (SIN) e 3 Zone di Protezione Speciale (ZPS), le quali sono aree soggette a una tutela particolare e inserite nella Rete Europea NATURA 2000 di Protezione e Salvaguardia.

Questo straordinario territorio e unico massiccio montuoso che si eleva nel cuore del Mediterraneo, con le sue foreste, le valli, i fiumi, le cascate, i colossi arborei, le rupi, i canyon, i borghi, le testimonianze della storia, dell’arte e delle tradizioni, sta ancora una volta riconquistando la fama che gli avevano giustamente assegnato gli autori classici.

All’interno del Parco ci sono nove riserve naturali biogenetiche. Fra queste, spiccano “I Giganti della Sila” di Fallistro, 50 colossali alberi di pino e 5 di acero montano con oltre 500 anni di età, e la Riserva “Golia-Corvo”, area di diffusione e ambientamento dei cervi, dove ne vivono circa 150 esemplari. Le altre riserve naturali statali biogenetiche sono: “Gallopane”, “Tasso-Camigliatello”, “Poverella-Villaggio Mancuso”, “Coturelle-Piccione”, “Gariglione-Pisarello”, “Macchia della Giumenta – S. Salvatore”, “Trenta Coste”.

Un luogo meraviglioso, dove ci si perde tra leggende e realtà, un posto magico, da vivere fisicamente. Scopri il parco della Sila.