Premio Nobel per la Medicina nel 1975, è tra i biologi che hanno progettato il mappatura e poi il sequenziamento del genoma umano.

Renato Dulbecco è certamente un calabrese degno della Hall of Fame. Nato a Catanzaro, il 22 febbraio 1914 a cinque anni si trasferisce in Liguria. Studia al liceo di Imperia e nel 1930, a 16 anni, si iscrive a Medicina, presso l’Università di Torino, dove si laurea nel 1936.

Si trasferì negli USA e a Bloomington (Indiana), sotto la direzione di S. Luria, scoprì la fotoriattivazione dei batteriofagi inattivati con UV. Nel 1949 passò con M. Delbrück al California institute of technology (Caltec) e nel 1963 fu chiamato al Salk institute di La Jolla (California). Divenne socio straniero dei Lincei nel 1968. Nel 1972 lasciò gli USA per trasferirsi all’Imperial cancer found di Londra in qualità di vicedirettore.

Applicò le metodologie utilizzate per lo studio dei batteriofagi allo studio dei virus delle cellule animali in coltura. Riuscì a purificare il virus della poliomielite e a produrre un vaccino geneticamente puro. In seguito si occupò dell’azione dei virus oncogeni sulle cellule normali e delle modalità della trasformazione di queste ultime in cellule cancerogene. Per queste ricerche nel 1975 gli fu conferito il premio Nobel per la fisiologia o la medicina con D. Baltimore e H. M. Temin. Nel 1986 propose il Progetto Genoma per la decodificazione della mappa del genoma umano, divenuto in seguito un programma di collaborazione internazionale.

Rientrato in Italia, Dulbecco è stato, dal 1990, responsabile della parte italiana del Progetto Genoma presso il CNR di Milano; completata, nel 2003, la mappatura del genoma, è passato a occuparsi di un nuovo progetto che ha portato, nel 2005, all’individuazione dei geni responsabili del carcinoma mammario.

Nel 1999 ha condotto Sanremo con Fabio Fazio, avviando una catena di solidarietà per consentire il ritorno dei cervelli italiani in fuga, dal Bel Paese. Si è spento a La Jolla il 19 febbraio 2012.