E’ probabilmente la storia più misteriosa che si narra a Catanzaro, capoluogo della Calabria. Era il 13 febbraio 1936, quando un ragazzo di 19 anni, bracciante di professione, viene rinvenuto cadavere sotto il viadotto di Siano.

Si chiamava Giuseppe Veraldi e da subito apparve insolito come il giovane, senza particolari problemi noti, abbia deciso di gettarsi giù dal ponte e togliersi la vita. Qualcuno sospettava che il ragazzo fosse stato aggredito e gettato giù dal ponte, ma non vi erano prove.

Il caso fu chiuso dopo le indagini dei carabinieri, ma dopo circa tre anni accade l’incredibile. Il 5 gennaio del 1939, una ragazza, Maria Talarico, passò dal luogo della morte del giovane e cadde in trance. Facendo ritorno a casa non riconobbe la dimora e sua mamma, sostenendo che fosse un’altra persona. Al suo risveglio, nel letto di casa, si svegliò e con un’altra voce disse di essere Giuseppe Veraldi e di voler parlare con la mamma.

Maria Talarico, nel 2014, ha raccontato la storia nel corso di una trasmissione in onda su Rai2. “Dicevano che fumavo o che mi ubriacavo, ma mai ho fatto cose del genere“, racconta la signora Talarico durante la trasmissione Misteri.

Chiamata la mamma del ragazzo, Maria Talarico dice di essere Giuseppe Veraldi e di essere stato aggredito e ucciso come un cane. “Per amore mi hanno ammazzato, sono stati loro. Tutti devono sapere“.

Dunque, il 19enne catanzarese è stato ucciso da altri tre giovani. Gli inquirenti non potevano dare credito ad una giovane caduta in trance, ma dopo questa storia le indagini e le prove raccolte, una volta riesaminate e viste da un’altra ottica, non davano certezze sul suicidio.

Ma la cosa più incredibile è che a Maria Talarico venne chiesto di recarsi sotto il viadotto di Siano, dove fu rinvenuto il cadavere. La ragazza iniziò a spogliarsi e a lasciare vestiti sugli stessi luoghi dove furono rinvenuti gli indumenti del 19enne morto. Poi, si sdraiò esattamente dove si trovava il cadavere. Quando si risvegliò Maria Talarico non ricordava più nulla.

Dopo aver dato altri particolari di evidente credibilità, la polizia iniziò a considerare quanto la ragazza raccontava. Ma le prove non erano sufficienti per procedere. Catanzaro si divise in due, tra chi credeva al suicidio e chi era convinto dell’omicidio. Poi, della morte di Giuseppe Veraldi non se ne parlò più. Ma da allora resta l’incredibile mistero del ponte di Siano, da allora divenuto maledetto, soprattutto per chi aveva ricevuto delusioni d’amore.

La storia ha coinvolto l’intera città capoluogo della Calabria e persino le forze dell’ordine, di fronte a quanto ha dimostrato nei fatti e nei suoi particolari racconti Maria Talarico, hanno creduto che lo spirito di Giuseppe si fosse impossessato della giovane donna e l’avesse usata per far conoscere la verità sulla sua morte. Nessuno è stato accusato ed arrestato per omicidio, ma quanto è successo a Catanzaro nel 1936 rimane uno dei fatti più misteriosi avvenuti al mondo e testimoniati da tantissime persone coinvolte e protagoniste di quanto accaduto.

Redazione Calabrialibera