«Un fatto estremamente grave che non può lasciare in silenzio le istituzioni democratiche. Una vicenda che obbliga ogni singolo individuo a schierarsi nell’unica parte possibile: quella giusta, quella del rispetto della Storia e della razza umana».

Questo il pensiero del consigliere regionale e capogruppo di Democratici e Progressisti Giuseppe Giudiceandrea che ha presentato un’interrogazione con richiesta di risposta immediata da parte del presidente della giunta regionale della Calabria Mario Oliverio in merito alla foto, apparsa sui social network, che ritrae il sindaco di Condofuri (Reggio Calabria), con alle spalle un manifesto delle SS presente all’interno di una stanza della delegazione comunale, affinché venga condannato in maniera unanime l’accaduto e ci sia una netta presa di distanza davanti ad una vicenda così grave

«Nei giorni scorsi – riassume la vicenda Giudiceandrea – su numerosi quotidiani nazionali sia cartacei che on line è comparsa una foto pubblicata sul proprio profilo Facebook dal sindaco di Condofuri (Reggio Calabria) Tommaso Iaria, il quale compariva con altre persone seduto alla scrivania della sua stanza presso la delegazione comunale della Marina di Condofuri dove, alla parete di sfondo, al posto della foto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, compariva un quadro contenente il giuramento del battaglione italiano delle “Waffen SS”. Le “Waffen SS” erano reparti non tedeschi responsabili di alcune stragi durante la Resistenza, tra cui quella di Sant’Andrea tra cui quella di Sant’Anna di Stazzena (Lucca), che provocò la morte di oltre 500 persone».

Una vicenda che ha suscitato lo sdegno dell’Anpi che, racconta il capogruppo di Democratici e Progressisti, «ha già presentato un esposto in Procura in cui si denuncia il sindaco di Condofuri per Apologia di fascismo».

Alla luce di tutto ciò Giudiceandrea chiede al governatore Oliverio «un intervento efficace ed esemplare, tanto legale che culturale, affinché tali gesti di disprezzo della nostra Costituzione, che riaprono ferite profonde della nostra Storia, non possano più essere compiuti con tale leggerezza».

Redazione Calabria 7

(Foto: Repubblica)

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