di Danilo Colacino – Città allo sbando? Forse eccessiva la considerazione proposta sul suo profilo Facebook dal prof Nicola Fiorita, il quale non a caso è comunque il leader dell’opposizione a Palazzo De Nobili ed estremizza quindi un concetto che appare tuttavia incontrovertibile: Catanzaro è in continuo arretramento e lo attestano impietosamente in molti: indicatori di grandi istituti di ricerca e quotidiani nazionali; abitanti; visitatori e persino chi ha redatto la relazione preliminare al nuovo Piano strutturale comunale, l’ormai quasi fantasmagorico Psc (atteso ormai da tempo immemore). Ma sta di fatto che la “grande bruttezza”, leggasi le troppe disfunzioni e lacune del sistema cittadino, sembrano passare sotto silenzio, ammantate da un endemico fatalismo calabro, e più in generale proprio delle genti del Sud, a cui è difficile strappare più di una lamentela: una proposta al posto di una protesta, pour ainsi dire, Ed è appunto con questo dato che deve fare i conti lo stesso prof con velleità da sindaco, il quale malgrado il risultato straordinario fatto segnare alle scorse Amministrative dovrà ragionare su come fare un ulteriore passo in avanti. Bello grosso, oltretutto. Pena, un ‘secondo giro a vuoto’ alle urne.

La disamina di Fiorita dovrà essere profonda ed efficace. A Fiorita spetterà il compito di capire, e non via social come ovvio, il motivo per cui la gente dà ancora ragione alla governance del capoluogo sebbene ad esempio pianga miseria per i tagli di contributi statali inflitti al Comune, parlando di rischio per alcuni servizi essenziali, salvo imboccare poi la via del ‘panem et circenses’ con quattrini elargiti a profusione in favore di strutture quali il Politeama e manifestazioni di pochi giorni e dall’impatto economico mai certificato, se non a chiacchiere. Il prof dovrà insomma intervenire, se può, sulla scarsità di fiducia nei confronti di un centrosinistra che, nonostante tutto, sembra sempre meno affidabile degli altri. Altri, il centrodestra of course, che pure oggetto di strali quotidiani da parte dei catanzaresi come peraltro dimostrano, ultimi in ordine di tempo, i recenti pareri negativi rilasciati ai microfoni di calabria7.it sull’inversione del senso di marcia nel centro storico e vie limitrofe, alla fine il risultato auspicato lo ottengono. E non importa, lo ribadiamo, se il diserbo è quello che è, gli autobus arrivano in ritardo, il cuore pulsante della città (l’ormai ex salotto buono) è quasi clinicamente morto e così via.

source