La Fata Morgana abita in Calabria. Da millenni. Oggi, la scienza sa che non è un mistero, non è magia, ma solamente un’illusione.

E’ l’effetto ottico che ha segnato la storia di alcuni luoghi del mondo e tra questi lo Stretto che separa Reggio e Messina. E’ un riflesso di luce che proietta la città di Messina su quella di Reggio e viceversa. Una sovrapposizione di immagini che ingannano la vista facendo credere che con un salto si raggiunge l’altra sponda.

L’ultimo episodio risale al gennaio 2020, ma oggi sappiamo di cosa si tratta e quando accade ne cogliamo solo la meraviglia di assistere dal vivo ad un fenomeno naturale che tuttavia sorprende chiunque lo osserva.

Ma se andiamo con la mente indietro nel tempo, nei secoli scorsi, quando non vi era a supporto degli spettatori del fenomeno la spiegazione scientifica, comprendiamo lo stupore e la paura che gli esseri umani hanno potuto provare. Da qui le tante leggende.

La Fata Morgana è un miraggio che avviene soprattutto nelle zone polari, dove l’intensa aria fredda facilita il fenomeno. Ma anche dove la temperatura si scalda sopra la media avviene lo stesso miraggio. Lo Stretto di Messina è proprio uno dei pochi posti al mondo nel quale tutto ciò accade.

Sono due le principali leggende sulla Fata Morgana calabrese. Si narra che nei primi anni dell’anno mille un re barbaro discese dal nord e si trovò davanti la Sicilia. Non potendo raggiungerla ricevette la visione della Fata Morgana, che gli portò la Sicilia ad un passo. Credendo alla magia il re andò per la Sicilia, ma cadde in acqua ed annegò.

Altro episodio risale al 1060, periodo in cui gli Arabi dominavano in Sicilia. Ruggero il Normanno in Calabria, ricevette l’aiuto della Fata Morgana per sbarcare in Sicilia e conquistarla, ma scelse la sua Fede a Maria Vergine e rifiutò l’aiuto della stessa. Ruggero conquisterà la Sicilia l’anno successivo.

Nel 2006 il Comune di Reggio Calabria fece installare una splendida scultura per celebrare il mito della Fata Morgana, la “Fata delle Acque”, che venne realizzata dagli scultori Francesco Caridi e Filippo Malice in resina epossidica, resistente agli agenti atmosferici ed alla salsedine, con la particolarità di essere trasparente e di ricreare un effetto acqua.
La notte di capodanno del 2007, gravemente danneggiata dai vandali, fu rimossa e mai più ripristinata.

Per ora, il mito della Fata Morgana non è di certo valorizzato come si dovrebbe. Il turismo in Calabria è pronto ad esplodere, rallentato da limiti finanziari e programmatici. Appena si comprenderà il valore delle ricchezze naturali, storiche e mitologiche di questa terra, tutta l’Europa farà di certo fatica a starle dietro. Però, tutto questo è in stand-by, come fosse la Fata Morgana, un meraviglioso miraggio all’orizzonte.