(ndl)- . A poche ore dal ballottaggio l’ex candidato sindaco di Lamezia Terme Rosario Piccioni ha tenuto una conferenza stampa in cui ha trattato dei più disparati temi.

“Con i cittadini bisogna parlare il linguaggio della chiarezza e della verità – ha detto –  Le elezioni sono una competizione e in ogni competizione c’è chi vince e c’è chi perde. Noi, cioè il centrosinistra lametino, abbiamo perso. Abbiamo perso perché in ogni caso, a prescindere dall’esito del ballottaggio, a guidare la città sarà un sindaco espressione di quelle forze di centrodestra che hanno portato la città allo scioglimento. Di questo siamo tutti responsabili. Per amor di verità, dobbiamo anche dire che Lamezia Bene Comune per l’unità del centrosinistra a Lamezia ha fatto non il possibile, ma anche l’impossibile.

      LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI

Oggi quindi vogliamo ricostruire la verità dei fatti, senza polemica nei confronti nessuno e soprattutto con spirito costruttivo: facciamo in modo che gli errori e le divisioni avvenute non si ripetano”.

“Non un mese e mezzo fa ma ad aprile, quando era chiaro che a Lamezia si sarebbe andato a votare a novembre 2019 o nella primavera del 2020, a seconda delle decisioni del Consiglio di Stato, insieme alla consigliera comunale del Pd Aquila Villella e all’esponente del Pd Italo Reale abbiamo avviato un percorso coinvolgendo non solo partiti e movimenti politici ma anche tanti cittadini per arrivare preparati alle elezioni comunali, avendo due punti di riferimento: l’unità del centrosinistra e la ferrea volontà di fermare a tutti i costi l’avanzata delle destre.

Ai primi incontri abbiamo registrato una significativa e plurale partecipazione di cittadini e tanta voglia da parte di tutti di dare il proprio contributo. All’improvviso il Pd lametino, alle prese con le dinamiche interne per il congresso cittadino, nel mese di maggio ha deciso di non partecipare a questo percorso dando anche indicazione in tal senso ai propri iscritti. Inevitabilmente gli incontri sono stati depotenziati e hanno visto una forte riduzione di partecipazione.

E’ stato anche costituito un coordinamento del movimento invitando a farne parte tre esponenti del Partito Democratico che invece hanno rifiutato. Questo è già un primo dato oggettivo: c’è stata la volontà da parte del Pd di boicottare e depotenziare un percorso avviato ad aprile per costruire insieme, senza nessuna primogenitura, un’area larga, democratica e progressista per fronteggiare il centrodestra alle comunali e non riconsegnare la città ai responsabili del terzo scioglimento.

LA ‘SORDITA” DEL SEGRETARIO CITTADINO

Siamo andati avanti come movimento, senza mai rompere i rapporti con il Pd, anzi attendendo l’elezione dei nuovi organismi dirigenti per riprendere il percorso di dialogo. Come tutti sanno a fine luglio viene eletto il nuovo segretario Antonio Sirianni e nominata la nuova segreteria cittadina. Da quel momento, tramite i nostri coordinatori, è stato richiesto più volte al segretario Sirianni un incontro tra una delegazione del movimento “Lamezia bene comune” e la nuova segreteria cittadina, richieste che non hanno mai trovato accoglimento.

L’11 agosto i coordinatori del movimento scrivono ufficialmente al segretario Sirianni lanciando un grido di allarme: i tempi sono stretti, occorre vedersi prima possibile e costruire insieme un percorso perché il centrosinistra arrivi unito alle elezioni comunali. Nella mail abbiamo ribadito che non c’era nessuna intenzione da parte del movimento di imporre un proprio candidato; anzi c’era la massima disponibilità, qualora si fosse individuata una figura in grado di rappresentare tutto il centrosinistra, a convergere su una candidatura unitaria. Diversamente, qualora il candidato unitario non si fosse trovato, nello stesso documento veniva lanciata l’idea delle primarie, un meccanismo democratico e di coinvolgimento dei cittadini: è chiaro che ad agosto c’erano tutti i tempi necessari per preparare primarie trasparenti e corrette. La mail viene letta, e di questo abbiamo prova, ma il segretario rimanda la fissazione dell’incontro a fine agosto.

Di fronte all’immobilismo del Pd anche all’indomani della indizione delle elezioni, come movimento promuoviamo un incontro pubblico il 12 settembre. Anche in quell’occasione, per l’ennesima volta, in pubblico e di fronte a tanti comuni cittadini ho rilanciato l’allarme a tutto il centrosinistra ad accelerare sull’individuazione del candidato a sindaco, di fronte a una destra già preparata e organizzata e ormai in campagna elettorale. Di più, come fatto nei mesi passati, abbiamo dato ampia disponibilità a convergere su alcune figure rappresentative del PD come Francesco Muraca e Aquila Villella. E invece i fatti sono quelli raccontati nei mesi scorsi.

LE DECISIONI INCOMPRENSIBILI

Il Pd ha continuato a “perdere tempo” aggiornando da una sera all’altra il tavolo del centrosinistra senza mai fare sue proposte fino al 28 settembre, quando è stato proposto il nome del segretario Sirianni come candidato a sindaco. Alle altre forze politiche non è stata neppure data la possibilità di esprimersi sulla candidatura di Sirianni, candidatura che è stata ritirata la mattina successiva a mezzo stampa, senza neppure riconvocare il tavolo del centrosinistra. Così come da parte del Pd non c’è mai stata una valutazione sui nomi proposti dal nostro movimento tra i quali, oltre al mio, proprio per lanciare un ulteriore messaggio di apertura al Pd, era stato proposto anche quello dell’esponente del Pd Italo Reale. Il 2 ottobre solo a mezzo stampa si fa il nome della Morano che, non da noi ma dallo stesso Pd, viene ritirata due giorni dopo al termine di un coordinamento cittadino del partito. Il 6 ottobre viene fatto il nome di Eugenio Guarascio. Tanto la Morano quanto Guarascio non sono mai stati portati all’attenzione del tavolo del centrosinistra che inspiegabilmente non è stato mai più riconvocato..

Da parte nostra non c’è mai stata una riserva personale né verso Guarascio nè verso la Morano, né verso qualsiasi altro candidato della società civile. Visti i tempi ristrettissimi della campagna elettorale, abbiamo posto la questione della necessità un candidato che fosse chiaramente riconoscibile come espressione di una storia di centrosinistra. Caratteristiche che a nostro avviso il candidato Guarascio non aveva, come poi dimostrato proprio dal responso elettorale del primo turno, in cui Guarascio ha ottenuto 250 voti meno rispetto alle proprie liste.

UN PICCIONI, NESSUNA FAVA

Senza la mia candidatura un’intera parte della città che si riconosce nei valori del centrosinistra non avrebbe avuto alcun punto di riferimento e molti probabilmente non sarebbero andati neppure a votare perchè privi di riferimenti politici.

I fatti dicono che Lamezia Bene Comune ha lavorato fino alla fine per l’unità del centrosinistra. Ora si apre una fase nuova e mi auguro, com’è accaduto nella scorsa consiliatura, che insieme ai consiglieri comunali eletti in area Pd si potrà condurre un lavoro comune all’opposizione, nell’interesse della città. L’unità del centrosinistra è e resta una bussola, un valore irrinunciabile della nostra azione politica. Ma nessuno, dentro o fuori la città, può pensare di imporre i propri nomi, anche rispettabilissimi, senza ascoltare e confrontarsi con gli altri. Soprattutto senza ascoltare e confrontarsi con i cittadini in carne e ossa, che sono quelli che la città la vivono ogni giorno.

‘ANDATE A VOTARE’

Sul ballottaggio: “ai cittadini rivolgiamo l’invito accorato ad andare a votare. Per noi il voto il è il primo strumento di esercizio della democrazia nel nostro Paese, un diritto e un dovere civico sancito dalla nostra Costituzione. A tal proposito siamo preoccupati di fronte al dato di altissimo astensionismo del primo turno, che segnala un clima di rassegnazione e disaffezione dei cittadini verso la politica. E’ evidente a tutti che, per principi e valori, non ci rivediamo in nessuno dei due candidati al ballottaggio e in nessuna delle coalizioni che li sostengono.

Da un lato c’è Paolo Mascaro che, piaccia o no, è il sindaco che porta la responsabilità politica del terzo scioglimento per mafia del nostro Comune e nelle sue liste ci sono candidati espressione di vecchi gruppi di potere della nostra città, rispetto ai quali noi non vogliamo avere nulla da spartire. Dall’altro c’è una figura politica certamente nuova e per bene, Ruggero Pegna, che però ha alle spalle partiti come Forza Italia e Fratelli d’Italia distanti anni luce da quelli che sono i nostri valori. Lunedì mattina Lamezia avrà il Sindaco, al quale, a prescindere da chi esso sia, facciamo fin da ora i nostri auguri di buon lavoro nell’interesse della città. Noi, come nella passata consiliatura, faremo un’opposizione costruttiva, portando avanti dall’opposizione i nostri temi e le nostre proposte mettendo sempre al primo posto Lamezia”.

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