“La legge approvata il 3 febbraio 2016, in merito alla parità nella rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali, non è ancora stata recepita in pieno da diverse regioni; da nord a sud e da uno schieramento all’altro, non vi è volontà politica di sanare quella che è una falla all’interno di troppi sistemi elettorali regionali e che, giustamente, viene denunciata da uno schieramento politico trasversale di donne”. Lo scrive in una nota Il Segreterio Regionale del Prc della Calabria, Pino Scarpelli

“Per cui, salvo sorprese, alcune regioni italiane si recheranno presto al voto prive della giusta rappresentanza femminile. Eppure la legge ha disposizioni chiare e non difficili da recepire. Proviamo a rinfrescare la memoria, sperando che almeno questo serva da pungolo al Consiglio regionale e finalmente si renda effettiva una legge ancora inapplicata in Calabria.

Ecco cosa dispone la legge nazionale:
1) qualora la legge elettorale regionale preveda l’espressione di preferenze, in ciascuna lista i candidati siano presenti in modo tale che quelli dello stesso sesso non eccedano il 60% del totale e sia consentita l’espressione di almeno due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso, pena l’annullamento della preferenze successive;
2) in caso di liste senza espressione di preferenze, la legge elettorale disponga l’alternanza tra candidati di sesso diverso, in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60% del totale;
3) in caso di collegi uninominali, la legge elettorale disponga l’equilibrio tra candidature presentate col medesimo simbolo, in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60% del totale. Tutto sommato non ci sembra una normativa così difficile da trascrivere e mettere in atto!

Vero è che in Calabria tale situazione è fortemente aggravata da un altro vulnus, altrettanto rilevante, soprattutto in tempi in cui il forte distacco tra istituzioni e cittadini ed il disinteresse per la politica dovrebbe favorire azioni incentivanti la partecipazione popolare larga.

Ci riferiamo all’abnorme sbarramento all’8% (il più alto in Italia!) previsto nella legge elettorale vigente che, certamente, ha contribuito fortemente nel 2014 a far partecipare al voto la percentuale più bassa di cittadini rispetto a tutte le precedenti elezioni: il 44%, circa 4 calabresi su dieci!

Per questo sosteniamo con forza le richieste provenienti dal Comitato “Più donne, più democrazia” ed al loro appello ci permettiamo di aggiungere il nostro: “Più Donne e meno sbarramenti, più partecipazione e democrazia”!

Redazione Calabria 7

Fonte