di Danilo Colacino – Corposo e rilevante, ma non pletorico, l’elenco di pratiche all’ordine del giorno del consiglio comunale di stamani. Una seduta regolarmente svoltasi in prima convocazione dopo le fibrillazioni registratesi nella maggioranza, che ha detto molto sul piano politico oltreché tecnico. Il centrodestra, en fait, ha provato a nascondere sotto il tappeto la polvere di una crisi strisciante, lungi però dall’essere stata fugata con i lavori assembleari odierni.

Comunque sia, per il momento la mina è stata disinnescata con un’assise che ha dato una boccata d’ossigeno a un sindaco Sergio Abramo il quale ha precisato: “Ho detto e ribadisco di avere le mani libere, ma questo non significa lo smarcamento dalla coalizione a mio sostegno con le cui componenti mi confronto periodicamente”. Senza contare la successiva sortita antipolitica – quasi in stile grillino in fase pregovernativa – contro europarlamentari e deputati che – stigmatizza il sindaco – ‘guadagnano 25mila euro al mese e non si sa a chi rispondano mentre noi rischiamo gli avvisi di garanzia per meno di un quinto di tale cifra mensile. Io, inoltre, sono attivo circa 15 ore al giorno, facendo l’amministratore che non si presta ai favori e di conseguenza ha la segreteria vuota’.

L’Abramo Furioso, Toutefois,, non è ancora pago e sulla Sanità ‘arringa’ l’assise: “Se non approvano la Legge regionale sull’Integrazione, noi possiamo soltanto approvare vuoti atti d’indirizzo. Ecco allora che se qualcuno fa ostruzionismo, vi invito a occupare l’assemblea di Palazzo Campanella. E si sappia che mai permetterò a Cosenza di accedere ai Fondi comunitari sulla Sanità destinati a noi, perché a quella città tocca la Linea dei finanziamenti sul Polo informatico. Invito infine i medici miei amici, politici o meno, a esternare pubblicamente le perplessità che esprimono in privato su vari primari giudicati non all’altezza e chiedo il differimento della votazione in oggetto per consumare alcuni passaggi determinanti”.

Il lungo dibattito.

Prime schermaglie – subito dopo la relazione dell’assessore al ramo, Danilo Russo – sulla discussione relativa alla cessione, per così definirla, di un dirigente del calibro di Tonino De Marco, che dopo una vita passata ai vertici di vari dipartimenti regionali avendo concluso l’anno di lavoro gratuito previsto dalla Legge può essere ‘sfruttato’ soltanto in Provincia per altrettanto tempo e sempre senza compenso per come chiarito da Abramo.

Uno spostamento obbligato, ma apprezzato da tutti, considerato il vasto know how di una figura dello spessore dello stesso De Marco. A intervenire durante il civico consesso sono anche stati i consiglieri Eugenio Riccio – che ha peraltro positivamente salutato la nascita di una nuova realtà editoriale (la nostra Calabria7, ed), lodando il coraggio di quanti hanno intrapreso una grande avventura – Roberto Guerriero; Gianmichele Bosco; Fabio Talarico; Nicola Fiorita; Fabio Celia; Filippo Mancuso; Demetrio Battaglia; Rosario Mancuso; Giuseppe Pisano, il quale cita il Concilio di Nicea e l’intento della pace anche nella maggioranza; Sergio Costanzo, che intima ad Abramo “la stiamo aspettando su Giovino e sia chiaro che oggi lei ha scaricato il vicesindaco Ivan Cardamone”; Antonio Ursino, Rosario Mancuso e Giovanni Merante.

Quest’ultimo, in particolare, ha continuato a sparare a palle incatenate contro una parte preminente del proprio schieramento, non solo a Palazzo De Nobili, parlando di “referenti del mio partito svendutisi a Cosenza (fin troppo chiaro il riferimento al coordinatore provinciale di Forza Italia, Mimmo Tallini dal canto suo in contatto telefonico con il fidato Cardamone per avere notizie sull’andamento generale della seduta, ed) relativamente alla designazione dagli organismi centrali di Roma alla carica di futuro candidato governatore del centrodestra e intenti a discutere di incarichi per personaggi a loro graditi nonché ridefinendo taluni assessori inadeguati”.

Dichiarazioni poi seguite dall’ennesimo peana ad Abramo: “Lo ringrazio per aver ricevuto me e il collega Antonio Trifiletti, ragionando con noi su molti argomenti, ma soprattutto di impegnarsi unicamente per il bene della città”. Reiterate le istanze da parte di Fiorita, che tra l’altro chiede a gran voce al sindaco di fare i nomi di chi ostacolerebbe la legge regionale sull’Integrazione nella Sanità catanzarese; Guerriero; Bosco; Costanzo e Celia, per le ormai agognate riprese video dei Consigli da trasmettere in streaming sul web.

Le pratiche all’ordine del giorno. Riguardo alle delibere oggetto di votazione dell’Aula, il civico consesso è stato chiamato a pronunciarsi sulla Convenzione ai sensi dell’art. 30 del decreto legislativo 267/2000 per lo svolgimento dei servizi e delle funzioni comuni per la programmazione comunitaria tra la Provincia e il Comune (20 favorevoli e 6 astenuti); l’attivazione di un pronto soccorso globale nel policlinico universitario di Germaneto ( approvato all’unanimità); la crisi delle strutture socioassistenziali e sociosanitarie con la situazione critica dei lavoratori; l’istituzione dell’elenco degli alberi monumentali d’Italia e la fissazione dei principi e criteri direttivi per il loro censimento; il riconoscimento dell’acqua pubblica; l’istituzione del nucleo fisso di polizia locale a Lido; la richiesta del ritiro del disegno di Legge Pillon sull’affido condiviso e il sostegno alle iniziative sul territorio; la question time del cittadino e infine la mozione “Comune Plastica Free”.

Fra tutte le delibere la delicata questione del Pronto Soccorso a Germaneto e della crisi della strutture sociosanitarie. Sulla prima pratica sanitaria ha relazionato Sergio Costanzo. A seguire, fra gli altri, gli interventi di Emanuela Costanzo, cofirmataria del documento ma appartenente al fronte pro Abramo, che ha messo in rilievo come ‘alle uscite di 15 infermieri dall’Emergenza-Urgenza del Pugliese non si è ancora posto rimedio e si corre inoltre il rischio di avere personale non formato in settori chiave. Mi chiedo poi perché al Pronto Soccorso di Germaneto non si traslino medici di Soverato, cittadina in cui non c’è una grande utenza per come testimoniano le cifre registrate”; Guerriero, che sulla Sanità invoca un intervento importante di Abramo – invitato a prendere in pugno la faccenda – affinché il capoluogo sia tutelato soprattutto in ambito oncologico; Libero Notarangelo, che da clinico di lungo corso snocciola cifre e spiega: “In Calabria vi sono solo 2.5 posti letto per mille abitanti, Val d'Aoste 4 per lo stesso numero di residenti. Senza contare la tendenza a ricoverare i pazienti stabili in elezione, richiedendo quelli che arrivano in urgenza un’organizzazione maggiore”; Celia, in disaccordo con la proposta del sindaco di procrastinare il voto sulla delibera. A riguardo asserisce: “Non sono favorevole, ma detto ciò colgo l’occasione per esaltare i meriti professionali di Notarangelo da me appresi in Francia da un luminare transalpino dell’Oncologia oltre 20 anni fa”.

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