di Danilo Colacino – L’intervento di ieri nella civica assise del già candidato a sindaco Enzo Ciconte, attualmente vicepresidente dell’assise di Palazzo Campanella, è stato per certi versi dirompente malgrado abbia detto una cosa persino ovvia oltre a forse dare – tra le righe – una notizia che riguarda la sua persona. Ciconte ha infatti sostenuto che un consigliere regionale, dunque non un ‘passante’, conta poco o nulla, anche se di maggioranza, salvo non faccia parte del cosiddetto cerchio magico del governatore. L’illustre medico, prestato alla politica, ha quindi certificato un assunto come premesso noto, ma che fa riflettere su cosa siano oggi diventati i consessi istituzionali al tempo del leaderismo di un presidente o di un sindaco. La svolta presidenzialista che in Italia è stata pensata e applicata non a livello centrale, bensì a quello periferico, ha prodotto Esecutivi e assemblee fatte di marionette. Gente che vuol solo assicurarsi un avvenire, cercando a ogni costo di entrare nella stanza dei bottoni per poi restarvi, non avendo la forza di incidere. Altro che i capi-corrente o maggiorenti dei vecchi partiti, capaci di avere rapporti paritari con il vertice di ogni Amministrazione anche al massimo livello nazionale.

Le intenzioni future di Ciconte. Il ragionamento del consigliere regionale Ciconte nel civico consesso di circa 24 ore fa è assomigliato tanto a un endorsement in favore di Mario Occhiuto nella corsa alla presidenza della Regione. Un’impressione netta che, se venisse confermata, aprirebbe lo scenario di un passaggio dello stesso ex aspirante primo cittadino del capoluogo nel centrodestra. E in tal senso lascerebbero pensare anche le parole al miele scambiate con Sergio Abramo. Una distensione dei rapporti che parrebbe essere il preludio di una futura collaborazione, magari in campagna elettorale.

Le aspre critiche, quasi invettive, di Ciconte al Partito Democratico calabrese. Il consigliere regionale ha definito il Pd addirittura allo sbando. “Un partito il cui gruppo di maggioranza relativa a Palazzo Campanella non riesce a riunirsi da oltre nove mesi”, ha detto ieri coram populo sempre Ciconte salvo essere incalzato dal componente di Fare per Catanzaro Fabio Celia che gli ha seccamente replicato: “Mi chiedo dove fosse quando il sottoscritto, da dirigente locale Democrat prima e candidato lealmente al suo fianco poi, denunciava i falsi tesseramenti e tutto ciò che non funzionava in quel soggetto politico?.

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