“Un accordo fra Amministrazione comunale e sindacati, datato metà maggio, che sembrava aver risolto una situazione intricata. Mi riferisco a quello relativo alla sorte delle decine di unità part-time in forza all’Amc. Si tratta di 70 persone che da una condizione non certo agiata avrebbero dovuto passare dapprima alle 36 ore e poi alle 39 settimanali di lavoro entro l’inizio di settembre per arrivare così all’agognato contratto a ’tempo pieno’. Peccato, però, che tra il dire e il fare, come recita il vecchio adagio, ci passi il mare. Ed ecco allora che, una volta scaduto il termine stabilito, nulla sia accaduto. Anzi si è pensato bene di continuare come in precedenza, salvo incassare l’adesione di soli sei autisti per la proposta delle 36 ore in maniera da poter garantire il fabbisogno dell’Azienda che aveva la necessità di coprire i turni di servizio e quindi le corse. Niente invece è stato definito per l’aspetto più importante: il tanto sospirato approdo alle 39 ore appunto ovvero l’unico modo per risolvere il problema e dare un futuro solido ai dipendenti interessati”.

A dichiararlo in un comunicato stampa è stato il componente del civico consesso, Fabio Celia, intervenuto sulla delicata questione dei contratti part-time dell’Amc. Ma Celia non si è limitato a stigmatizzare quanto successo bensì ha inteso anche mettere in rilievo un comportamento presuntivamente vessatorio dell’Amc. “Mi risulta – ha spiegato lo stesso consigliere – che sia stata inibita la possibilità di effettuare lo straordinario agli autisti non aderenti alla proposta delle 36 ore. Un escamotage per impedirgli di implementare comunque il monte ore. Decisione che ha reso indispensabile il ricorso ai vecchi conducenti, quelli con contratto a tempo pieno, già però impegnati per il massimo previsto dalle leggi vigenti in materia. Fatto che, mi giunge notizia, ha causato non pochi disagi all’utenza con corse talvolta soppresse per mancanza di personale della linea da impiegare. E se così effettivamente fosse, sarebbe paradossale”.

Celia, dunque, nella sua nota si occupa di due aspetti fondamentali: il destino dei dipendenti ancora in sospeso tra tempo parziale e pieno e i problemi causati ai viaggiatori. “Dal mio punto di vista – ha chiosato l’esponente politico cittadino – ritengo inaccettabile che si possa traccheggiare con la condizione lavorativa di tanti padri di famiglia e analogamente non si pensi alle legittime aspettative degli utenti necessitati a prendere il bus per i più disparati motivi”.

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