“Nel 1986 la nostra città fu suo malgrado al centro di una sorta di piccolo scandalo mediatico per via delle dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa circa un paio d’anni prima dal bizzarro calciatore inglese Mark Hateley il quale disse, per poi trasfondere tutto in un libro-biografia appunto di metà anni Ottanta, ‘sono in un posto chiamato Catanzaro: che buco! Mendicanti in ogni angolo, bambini intenti a giocare nella sporcizia senza quasi niente addosso e le peggiori case che si possano immaginare. Mi sento in colpa per avere speso tanto per il mio Rolex. Una descrizione del capoluogo di vari decenni fa, che come ovvio esasperava un’immagine ricavata da un rapido passaggio in alcuni quartieri dell’area Sud. Un fulmineo attraversamento in pullman con la squadra in cui lo stesso atleta militava allora, il Milan, che gli poteva dire poco o niente del contesto generale. Non dimenticando come quello che veniva canzonato per il cognome come il ‘Flagello di Zio’ avesse insultato pure Napoli, dicendosi sorpreso della nascita in quel luogo disagiato di una star come Sophia Loren. Un brutto ricordo del passato, però riportato alla memoria dalla vicenda della piccola Angela di Viale Isonzo 222 che, come messo in rilievo da un reportage cronachistico di calabria7.it, è costretta a vivere in condizioni igieniche precarie. Fatto aberrante di fronte a cui ci siamo attivati nel giro di poche ore”.

LEGGI LA NOTIZIA SU CALABRIA 7

Hanno esordito così – in un comunicato stampa congiunto – i consiglieri comunali Gianmichele Bosco, Fabio Celia, Sergio Costanzo, Nicola Fiorita, Libero Notarangelo, Cristina Rotundo e Roberto Guerriero, mobilitatisi dopo aver appreso la notizia di una bimba di appena 16 mesi, per giunta affetta da una grave malformazione e colpita da acute crisi respiratorie, priva di una sistemazione dignitosa. Anzi, costretta a stare in una realtà terribile per chiunque. A riguardo hanno rincarato la dose, affermando: “Non volevamo accusare questo o quell’esponente politico o autorità preposta a intervenire. Non era il momento adatto per farlo. Adesso, invece, avevamo l’obbligo di impegnarci per risolvere il problema, perché riteniamo inconcepibile che a metà del 2019 una famiglia e una bimba malata possano trascorrere la loro esistenza in una casa invasa dal cattivo odore. Un puzzo insopportabile che dà enorme fastidio anche a un adulto in perfetto stato di salute, figuriamoci a un esserino di neppure un anno e mezzo alle prese con una serie di disfunzioni.

Ecco perché urgeva farsi carico della vicenda di Angela, senza il benché minimo riguardo a eventuali questioni burocratiche o peggio politiche. La priorità era questa creatura, che soffre suo malgrado non solo per la severa patologia congenita da cui è afflitta ma anche a causa di un’abitazione fatiscente paradiso di mosche e altri insetti attirati dai vicini rifiuti gettati in strada come avviene favelas nelle più degradate”. Ma gli stessi esponenti del civico consesso, autori e firmatari della nota inviata agli organi d’informazione, hanno reso noto che oltre a stigmatizzare il preoccupante fatto hanno subito ottenuto un risultato importante: “Siamo soddisfatti – hanno chiosato – perché la nostra azione corale ha centrato l’obiettivo voluto: l’immediato intervento dell’Aterp che provvederà a breve a spostare la famiglia di Angela in un’abitazione idonea a ospitare la piccola e i suoi genitori in condizioni di salubrità. Un atto di umanità, prim’ancora che di civiltà, di cui siamo orgogliosi”.

Redazione Calabria 7

Fonte