Catanzaro – ”La Regione Calabria con appositi decreti ha provveduto da tempo a trasferire al comune di Cosenza e agli altri comuni di residenza delle strutture che ospitano i minori in provincia di Cosenza le annualita’ 2010/2011 e secondo acconto 2012”. Lo afferma in una nota il garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Calabria, Marilina Intrieri. ”Alcuni Comuni, pur in presenza del trasferimento dei fondi – aggiunge – effettuato dalla Regione, hanno omesso di erogare alle strutture aventi diritto le somme loro spettanti per il soggiorno dei minori ed i relativi servizi cui sono preposte. Indiscusso il riconoscimento del diritto del minore all’affetto ed ai legami gia’ instaurati con gli adulti di riferimento (nel caso di specie l’insieme degli operatori delle strutture) e con i loro pari (gli altri minori ospitati), alla realizzazione della propria persona (e, dunque, anche alle proprie abitudini, agli spazi, alla quotidianita’). Poiche’, come noto, l’art. 3 della Convenzione di New York – ratificata con Legge dello Stato 176/91 – impone per tutte le ‘decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorita’ amministrative o degli organi legislativi’ che ‘l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente’. La situazione rappresentata si pone quale situazione di grave rischio per l’attuazione dei diritti al mantenimento, istruzione ed educazione dei minori in Calabria, atteso che, stante l’assenza di fondi le case famiglia non sono piu’ nelle condizioni di garantire ai minori soggiornanti presso di queste, i servizi cui sono preposte. Ed i minori dovranno essere ricoverati altrove”. ”Il termine ‘tariffe’ che i Comuni – prosegue Intrieri – corrispondono ai soggetti accreditati contenuto nella lettera m, dell’art. 11 della Legge regionale 23/2003, deve essere interpretato nel senso che dette somme sono destinate, ai fini dell’assistenza minorile, dai Comuni ai singoli minori bisognosi e, costituiscono, dunque, somme che entrano nel patrimonio di questi. Tali somme, stante la minore eta’ dei soggetti residenti presso le strutture, debbono essere versate ai soggetti accreditati presso cui i singoli minori sono accolti e vincolate al mantenimento, istruzione, ed educazione dei singoli minori percettori. L’interpretazione che precede spiega i suoi effetti altresi’ nelle Delibere di Giunta Regionale n 824/2004 e n.458/2009 nelle quali il termine retta e’ da intendersi come somma di proprieta’ del minore, versata ai soggetti accreditati presso i quali i minori sono accolti e vincolate al mantenimento, istruzione, educazione dei singoli minori percettori. Non vi e’ dubbio che il mancato versamento delle tariffe da parte dei Comuni delle somme erogate dalla Regione rappresenti un comportamento illegittimo e contrario ai principi che regolano l’agire della Pubblica amministrazione. Per quanto sopra esposto, anche ai fini della realizzazione del principio del buon andamento e dell’ economicita’ della Pubblica amministrazione, si sollecitano i destinatari della presente a collaborare per la immediata soluzione comune che realizzi l’interesse ed i diritti dei minori ospitati nelle predette strutture”. ”Si invitano e diffidano altresi’ le strutture – conclude – dal compiere atti -di qualsiasi genere o natura- che producano lesione dei fondamentali diritti dei minori come il diritto alla salute, al mantenimento, educazione, istruzione e dignita’ della loro persona. Si invita il Consiglio regionale della Calabria a voler dare seguito all’allegata interpretazione autentica ed imporre ai Comuni inadempienti di non trattenere indebitamente le somme stanziate in favore ed uso esclusivo dei minori. Con espressa richiesta di essere informata di ogni atto che le Amministrazioni destinatarie della presente compiranno in relazione a tale situazione di rischio, ovvero dell’impossibilita’ motivata di compiere atti volti alla garanzia dei diritti fondamentali dei minori”.