Il presidente Giuseppe Conte ha annunciato che la riunione del Consiglio dei ministri in Calabria si terrà a Gioia Tauro giovedì 18 aprile. In quell’occasione verrà approvato il “decreto Calabria” sulla sanità in cui sono previste una serie di misure straordinarie, tra cui anche il blocco del turn-over. Dopo oltre nove anni di commissariamento da parte del governo nazionale, l’annuncio del presidente del Consiglio rischia di apparire come una sconfessione dell’operato dei vari commissari di nomina ministeriale che si sono succeduti negli anni.

Lo afferma il consigliere regionale Carlo Guccione.

Oggi per colpa del blocco del turn-over interi reparti degli ospedali calabresi sono chiusi per mancanza di personale, altri vengono accorpati e l’emigrazione sanitaria continua ad aumentare, con un costo di 300 milioni di euro. In particolare, oltre 700 posti letto per acuti, previsti negli ospedali calabresi, non sono attivi proprio per carenza di personale medico e paramedico. Finalmente si era approvato un Piano che prevedeva nuove assunzioni per le aziende sanitarie e ospedaliere, e la stabilizzazione dei precari. Ora questo Piano rischia di essere bloccato per il varo del “Decreto Calabria” sulla sanità. Se tutto questo dovesse accadere, ciò potrebbe addirittura provocare la chiusura di ospedali per la mancanza dei requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi per le attività ospedaliere (leggi regionali 24/2008 e 81/2016). Alla luce di tutto ciò è evidente che verrebbe meno il diritto costituzionale alla salute e alla cura dei calabresi.

Il Consiglio regionale impegna la Giunta a investire della vicenda il Presidente della Repubblica come massimo garante della Costituzione.

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