di Danilo Colacino – Il sindaco Sergio Abramo – ospite della trasmissione di calabria7.it Tana x Tutti – ha sparato a zero sul tycoon Floriano Noto o, se preferite, sul proprietario del centro commerciale le Fontane. Ancora una volta negli ultimi tre anni, verrebbe da dire.

Già, perché pur non nominandolo, mai, è innegabile che Abramo si riferisca a lui quando parla della vicenda Parco Romani e di chi, in questo caso il suo predecessore a capo dell’amministrazione comunale Rosario Olivo, si sarebbe “macchiato – sempre secondo Abramo – di aver autorizzato la costruzione di una struttura a pochi chilometri di distanza dal Romani con la conseguenza di rovinare 200 famiglie. Gente che aveva acquistato gli spazi e invece è stata fregata da quanti sono stati bravi, e forti abbastanza, da completare i lavori prima della concorrenza. Ma così facendo, si è distrutta la programmazione pensata per tutta Catanzaro”.

In altri termini, continuano le ‘storie tese’ fra il primo cittadino e il più solido imprenditore del capoluogo (peraltro patron delle Aquile). E lo diciamo perché è chiaro che la concessione ad Olivo non l’ha certo chiesta un passante, bensì la massima espressione del gruppo Noto. Sta di fatto che, se Olivo ha sbagliato, è stato indotto a farlo dagli operatori economici che hanno avanzato l’istanza.

A riguardo Abramo ha sparato a palle incatenate dai nostri microfoni, affermando: “Mentre c’erano i piloni di un centro commerciale a Sala, in una realtà di 90mila abitanti, è semplicemente stata una pazzia autorizzare la realizzazione di un’altra struttura uguale a Lido. Roba da prendersi a pugni da soli davanti allo specchio la mattina come pure per aver spostato la stazione ferroviaria di Sala a Germaneto. Due mosse di cui ancora oggi paghiamo le conseguenze”.

Chiudiamo allora con una boutade: se Abramo sarà candidato a governatore alle prossime Regionali, pensiamo di poterci sbilanciare nel dire che non aprirà o chiuderà la campagna elettorale all’interno de Le Fontane.

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