Roma – Riceviamo e Pubblichiamo. Un’occasione per ritrovarsi a chilometri da casa, dove è cominciata l’avventura umana e politica dell’evolversi di eventi che sono diventati il simbolo di una speranza di cambiamento. Una storia che si scrive ancora, quotidianamente. Il libro di Salvatore Scalzo, “A piedi nudi – Prove di cambiamento nella politica meridionale” approda a Roma con il suo autore. Il libro edito da Donzelli è stato presentato nei giorni scorsi al teatro Ambra, nel quartiere della Garbatella, alla presenza di un nutrito gruppo di catanzaresi trapiantati nella Capitale ma che non hanno mai perso il contatto con la propria terra, sentendo forte il richiamo delle radici tanto da interpretare un ruolo da protagonisti nell’avventura elettorale della primavera 2011 che ha visto Scalzo candidato sindaco per il centrosinistra, rompendo gli schemi della politica tradizionale per la costruzione di un gruppo dirigente rinnovato e pezzi importanti di società civile. Prima di tutto i tanti giovani che si sono stretti a Salvatore nel tentativo di far sbocciare a Catanzaro un’attesa primavera. A riflettere e dibattere sul libro del capogruppo comunale del Partito democratico, leader dell’opposizione a Palazzo de Nobili, Carlo Mazzei – presidente dell’associazione “Città del sole” che ha organizzato l’iniziativa – e Daniele Ozzimo, vice presidente della commissione Politiche sociali al Comune di Roma, candidato al rinnovo del consiglio comunale capitolino. A moderare il dibattito la giornalista di “Catanzaroinforma.it” Maria Rita Galati, il giornale on line del capoluogo di regione che nella sua quotidiana attività di informazione di fatto realizza un forte raccordo con Catanzaro e gli avvenimenti politici e di cronaca, creando un parallelo con lo scopo che dal 2005 in avanti ha cercato di fare l’associazione universitaria Ulixes, che Scalzo ha presieduto: mantenere vivo il legame con la città d’origine per sentirsi parte attiva di una storia che per sorridere ha bisogno del contributo di tutti. A metà strada da diario e romanzo, la storia di Scalzo è ancora in evoluzione assieme a quella della coalizione di centrosinistra, del Pd e di Catanzaro: il nuovo e la politica, nel Mezzogiorno. “Un giovane funzionario della Commissione europea è chiamato a candidarsi a sindaco in una città tradizionalmente considerata un emblema del profondo Sud. Ha al suo attivo un curriculum d’eccellenza e una fitta rete associativa che per anni ha tenuto insieme universitari e professionisti della sua regione, la Calabria, in sede e fuori sede. Il ragazzo, con coraggio, accetta. Parte una piccola rivoluzione – raccontano Mazzei e Galati -. Uno scontro con sistemi consolidati e apparentemente immodificabili. Cambia la vita del giovane funzionario, e con la sua quella di decine e decine di altri giovani che decidono di buttar via l’indifferenza, l’apatia, la rassegnazione, e di provarci, con la politica. Sembra un romanzo, questo diario raccontato in prima persona. E invece è una storia vera, che ha fatto parlare di sé l’Italia intera e si è guadagnata persino un lungo articolo dell’«Economist», come esempio di innovazione politica possibile. È successo a Catanzaro, capoluogo di una regione in cui persistono il malaffare e l’illegalità diffusa, dove si respirano tutte le inefficienze, i ritardi e le corruzioni della politica italiana. Eppure, proprio da lì potrebbe partire il cambiamento. Il libro è una finestra sul complicato rapporto tra le generazioni, sul difficilissimo momento vissuto dai partiti, sull’ingovernabilità dei processi di elaborazione politica nelle istituzioni locali, sulla crisi delle relazioni tra rappresentanza politica e società civile. Un racconto denso di riflessioni, sviluppato attraverso i gesti, le parole, i sentimenti, i volti dei ragazzi protagonisti. Persino i loro piedi. Già, i piedi: visto che il loro candidato si chiama Scalzo, sono tutti pronti a fare con lui la campagna elettorale a piedi nudi”. Si parla dei linguaggi della campagna elettorale – tutti ricordano i manifesti “segnaletici”, il colore arancione predominante, il flash mob – mentre Scalzo si concentra su un altro aspetto: “Il cambiamento è, inevitabilmente, un concetto che si nutre di tensione e instabilità. Tensione e instabilità sono un filo rosso della nostra storia – spiega – Tensione è quella vissuta tra due generazioni dell’area progressista cittadina, spesso incomunicabili. Tensione e instabilità sono due caratteristiche dell’identità di ogni singolo protagonista di questa storia che ha iniziati la propria esperienza politica nel quadro di un movimento associativo per poi trasferire i propri metodi di lavoro, la propria morale in un mabito diverso. L’avventura che abbiamo realizzato e continuiamo a realizzare ha segnato un punto di non ritorno e di riscatto e ripartenza – ha detto ancora – nelle coscienze della città è si è qualificata come un riferimento assoluto per la regione Calabria e non solo”.