Vallefiorita (CZ) – “Della legalità non vogliamo fare una clava con cui colpire gli avversari politici, né uno strumento di propaganda elettorale. Sull’impegno per la lotta alla criminalità e la difesa della legalità vogliamo alzare il livello del confronto, chiamare le forze sociali, gli amministratori di ogni schieramento che mostrano sensibilità su questo tema, ad una battaglia comune. La buona politica in Calabria si fa rimettendo al centro dell’attenzione l’orgoglio di questa terra, restituendo l’idea che ci possa essere una specificità calabrese, fatta di operosità, tenacia, capacità di realizzare i propri obiettivi in maniera onesta. Una specificità che non è quella della ‘ndrangheta, che invece questa regione l’ha sfigurata danneggiandone l’immagine in giro per il mondo. Questo è il messaggio che dobbiamo trasferire prima di tutto ai giovani e alle nuove generazioni”. E’ quanto affermato dall’on. Alfredo D’Attorre, deputato e componente della segreteria nazionale del Partito democratico, nel corso della tavola rotonda sul tema “Legalità e infrastrutture per lo sviluppo della Calabria”, nell’ambito della manifestazione “Arciestate Vallefiorita” organizzata  dall’Arci e dalla Cgil.
“Se c’è una cosa che colpisce chi viene da fuori ed impara ad amare questa terra così bella e aspra, è la sproporzione tra lo straordinario giacimento di risorse naturali, di intelligenze e di passione umana e le condizioni drammatiche in cui si trova. Qui – ha affermato ancora D’Attorre – c’è il fallimento di una politica che non è riuscita a far emergere il meglio che c’è nella società calabrese. Una nuova stagione comincerà anche quando invertiremo la tendenza facendo di nuovo dei Comuni, con la continua riduzione delle risorse a disposizione, l’avamposto di una strategia di ricostruzione del ruolo dello Stato. Se non faremo questo, la battaglia per la legalità non avrà un pilastro essenziale. Oggi l’illegalità in Calabria non è solo sangue, violenza, minacce, aggressività, è anche qualcosa di molto più pervasivo e drammatico: rispetto ai tanti bisogni insoddisfatti, la società che non vede riconosciuti i propri diritti, si trova di fronte alla criminalità organizzata che offre una protezione e un servizio che i poteri pubblici spesso non sono in grado di garantire. Il potere della criminalità è, innanzitutto, l’impotenza dello Stato e delle sue articolazioni territoriali. Non è soltanto questione di ordine pubblico in senso stretto, ma anche dell’impossibilità dei poteri pubblici di svolgere fino in fondo il proprio compito. Dobbiamo poi sapere che non c’è misura legislativa o amministrativa che possa funzionare se dal basso non matura una consapevolezza nuova se dal basso non matura la spinta a un riscatto sociale e civile – ha concluso D’Attorre -. Questo è compito dei partiti: se non vogliono carriere personali, devono essere il veicolo di una riscossa civile che restituisca la speranza che un’altra Calabria è possibile”. Il deputato democratico ha anche anticipato che, alla ripresa dell’attività parlamentare, la deputazione calabrese si farà promotrice della convocazione di un tavolo con le Ferrovie dello Stato per affrontare la drammatica situazione in cui versa la tratta ferrata calabrese, danneggia dal continuo depotenziamento dei collegamenti che la relegano ad un preoccupante isolamento.