Reggio Calabria – Macro-regione della legalità? ”Sì, volentieri” rispondono Campania, Puglia e Sicilia alla proposta partita dalla Calabria di attivare insieme stabili, condivise e positive sinergie nelle realtà regionali. Si riunirà venerdì pomeriggio a Reggio, a Palazzo Campanella, il gruppo di lavoro degli organismi regionali del Mezzogiorno istituzionalmente finalizzati all’affermazione della legalità e al contrasto alla criminalità organizzata. ”E’ la prima iniziativa del genere promossa in Calabria – ha dichiarato Salvatore Magarò, presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta del Consiglio regionale della Calabria – e ringrazio fin d’ora i colleghi delle assemblee regionali di Campania, Puglia e Sicilia che hanno annunciato il loro intervento alla riunione. In particolare oltre la sensibilità dei presidenti Giuseppe Scopelliti e Francesco Talarico, voglio evidenziare quella di Onofrio Introna, presidente del Consiglio regionale della Puglia, di Nello Musumeci, presidente della Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia e i colleghi campani Gianfranco Valiante, presidente della commissione d’inchiesta Anticamorra, per la vigilanza e la difesa contro la criminalità organizzata e Antonio Amato, presidente della Commissione speciale sulla ecomafie e il riutilizzo dei beni confiscati”. Nell’agenda della riunione di venerdì a Reggio gli uffici di presidenza degli organismi assembleari istituiti con analoghi fini e obiettivi nelle Regioni del Sud hanno inserito la creazione di rapporti inter-istituzionali più intensi, un confronto diretto, proiettato verso una collaborazione concreta sulle iniziative per la legalità ed il contrasto alle presenze del crimine organizzato, la comparazione di legislazioni, apparati normativi ed esperienze compiute o in itinere. ”Ormai quasi alla vigilia della riunione – dice Magarò – dopo aver riscosso man mano attenzione, interesse e adesione, mi sento di poter affermare che c’è una sostanziale convergenza sull’idea di lavorare insieme alla preparazione di una Conferenza meridionale, promossa dal basso, dalle Regioni, sulle presenze del crimine organizzato. Pensiamo a un momento di verifica e riflessione che impegni, sull’obiettivo della piena affermazione della legalità nel Mezzogiorno, le Regioni e tutte le Autonomie locali, le istituzioni, la magistratura, la Chiesa, le Università, i sindacati, i movimenti d’impegno civile e il volontariato. Analisi e, soprattutto proposte concrete da tradurre in atti e in fatti, ciascuno per le proprie competenze e ognuno con le proprie responsabilità. Si tratta di unire quegli sforzi comuni che sono indispensabili per assicurare al Mezzogiorno un nuova stagione di crescita nella democrazia. E per affermare la libertà da tutte le forme di oppressione e condizionamento che provengono dai poteri criminali”.