Riceviamo e Pubblichiamo. Teresa Fullone, di 75 anni, è l’ultima delle 16 vittime della strada Statale 106 Ionica calabrese. Ieri mattina a Mandatoriccio, è stata travolta mentre attraversava la “strada della morte” ed è morta poche ore dopo in ospedale. Si unisce aClelia Andali, 57 anni, Angelina Borelli, di 47 anni, Antonietta Vigile, Valentina Fiore di 21 anni e Teresa Fiore di 25 anni: donne che nel 2013 hanno perso la vita sulla strada Statale 106 Ionica calabrese.Intendo unirmi al dolore della famiglia, dei parenti e degli amici della signora Teresa Fullone che certamente saranno sconfinati nel dolore più profondo e straziante.Mi chiedo quante donne e uomini debbono ancora morire sulla “strada della morte” prima che quanti possono e debbono determinarsi affinché cessi questa mattanza decidano di intervenire. Quante vittime ancora occorreranno affinché si possa capire che troppe persone sono morte su questa “linea nera di morte”. Quanti anni ancora dovranno passare prima che la gente di Calabria che vive sullo jonio possa sentirsi finalmente libera di percorrere una strada civile. Infine, mi chiedo, quante volte coloro i quali possono e debbono determinarsi affinché cessi questa mattanza decidano di non voltare più la testa dall’altra parte.Lo Stato ha ucciso un’altra donna di Calabria. Non uccidiamola anche noi calabresi una seconda volta con il nostro silenzio rassegnato, con la nostra profonda indifferenza e con la nostra incapacità di credere e di volere una strada moderna, civile e finalmente libera dai tanti cippi funerei che ricordano le migliaia di vite spezzate lungo la strada Statale 106!

Fabio Pugliese