Catanzaro – Continua a Catanzaro la protesta dei lavorati del Centro Oncologico che questa mattina si sono ritrovati a mantenere il presidio tra tetto ed ingresso del Policlinico Universitario del capoluogo regionale. Stamane i dimostranti hanno diffuso un documento. “Abbiamo appreso – scrivono – le tante note di solidarietà del Rettore, del Sindaco della Città di Catanzaro, di qualche consigliere regionale e comunale bipartisan, ma non ci basta. Abbiamo ricevuto smentita dalla Regione circa l’istituzione di un Centro Oncologico a Crotone con l’impegno di investire sulla sola Campanella. Dobbiamo crederci? I dubbi sono tanti, non per altro ma perché questa burocrazia peggiore sta mettendo i sigilli ad una struttura che dal 2006 eroga servizi con professionalità, qualità, abnegazione e competenza.

La risposta – si legge ancora – è stata sempre similare, tre leggi regionali che sono rimaste solo carta stampata senza essere seguite da decreti attuativi. Basti pensare a tal proposito che la prima conferenza stampa della Regione Calabria ha stabilito che la Fondazione Campanella, avrebbe dovuto avere 60 posti letto e 25 milioni di Euro. Ma la verità che tutti devono sapere che il Centro Oncologico è rimasto con 118 letti ed un budget di 18 milioni (inadeguato). È sicuramente il gioco delle tre carte che tutti sapevano, – si legge ancora nella nota – che a tutti ha fatto comodo, forse per poter fare serenamente più campagne elettorali. Ci sorprende ancora una volta quanto sostenuto della Regione Calabria, che la documentazione inerente l’accreditamento sia stata trasmessa la scorsa settimana, in considerazione che la stessa era in possesso della Commissione già dall’anno 2012 e integrata nei primi mesi del 2013.

Di fatto, la scorsa settimana, sull’ennesima ulteriore richiesta della commissione (recante data della seconda metà di luglio 2013) a produrre documentazione integrativa di un solo punto dei trentasette richiesti dalla legge 24 (legge relativa all’accreditamento delle strutture sanitarie) e dal regolamento attuativo. Senza volere entrare in polemica, – continua il documento dei lavoratori – è da rilevarsi comunque che la Fondazione “Tommaso Campanella” è accreditata ex legge 63/2012, che la stessa ha avuto i finanziamenti della Regione Calabria nell’anno 2012 in quanto provvisoriamente accreditata, che svolge la propria attività dal 2006 in regime di accreditamento per 118 posti letto e che oggi per 35 posti letto, la commissione crotonese necessita di un lunghissimo lasso di tempo per accertare l’esistenza di requisiti già dimostrati nel corso degli anni e per una struttura all’avanguardia sotto il profilo strutturale, tecnologico e amministrativo tra le migliori in Calabria”.

Secondo gli estensori del documento “questo ping-pong di responsabilità tra Regione, Dipartimento, Commissioni, Assessori, Consiglieri e Commissari, è l’omicidio perfetto, basti pensare che da un lato, la Fondazione deve essere sottoposta all’accreditamento come Dipartimento Oncologico Privato (precondizione per la stipula del contratto con l’ASP e successive erogazioni) dall’altro, la Fondazione le cui unità operative non aventi mission oncologiche avrebbero dovuto transitare all’AOU Mater Domini a far data dal gennaio 2012 (DPGR 136/2011) sono rimaste in capo alla Fondazione che ne ha dovuto sostenere i costi per il loro funzionamento, per garantire la continuità assistenziale, i percorsi formativi universitari e i posti letto necessari per l’accesso agli studenti di Medicina della Regione Calabria. Tali costi, determinati da una commissione partitica Regione/Università sono stati quantificati in 26 milioni di Euro. Tutto questo – si fa rilevare – a danno del malato, evidentemente la politica non è sensibile alla sofferenza ma solo ai voti ed ai numeri.

Ci sembra strano, in considerazione che gli stessi politici si rivolgano a questo centro se colpiti negli affetti da questa terribile malattia. Agli stessi ricordiamo che i lavoratori, sono persone e come hanno bisogno di serenità che deve infondere in chi è già provata dallo strazio della malattia. Questa serenità da tre anni, per lo stallo della politica e di questa burocrazia, non appartiene a noi operatori. Se ci fosse veramente la volontà di porre rimedio e rilanciare questo centro, si farebbe qualcosa con immediatezza? Basterebbe ricoprire il deficit causato dal menefreghismo della Regione e dei suoi burocrati. Adesso basta, avvieremo azioni di protesta ben più significative, la nostra pazienza dimostrata solo per amore dei malati sulla cui pelle si è giocato, si gioca e ci auguriamo non si giocherà più, è terminata.

Vergognatevi di stare in vacanza, mentre i malati di cancro che ai loro non possono farne, stanno sul tetto con il forte caldo a lottare per la paura di non sapere dove curare la loro malattia. È scandaloso. Abbiamo poche ore di autonomia, siamo stanchi di proclami, conferenze stampa, precisazioni, verbali d’intesa, se, ma, forse, vediamo e state tranquilli pronunciati più volte dal Presidente Scopelliti, della Giunta, dal Consiglio Regionale e della politica delle parole. Siamo sfiniti, – conclude la nota – vogliamo atti concreti”. (AGI)