Catanzaro – Riceviamo e Pubblichiamo. Qualità della ricerca e dell’innovazione riconosciute a livello internazionale all’Ateneo “Magna Graecia”, a quanto pare, rappresentano elementi insufficienti a sancire la rassegnazione dei fautori dello smembramento della facoltà di Medicina che insistono con il disegno destabilizzante di una strategia della tensione mediatica, ben supportati questa volta da buona parte della deputazione regionale del Partito democratico. Ci si dimentica che il progetto dell’avvio dei corsi delle professioni sanitarie a Cosenza – con un protocollo riportato nel d.p.g.r. 77/2012 – ha un’impostazione tutta di matrice governativa e porta la firma del duo Scopelliti-Gentile, nel silenzio della deputazione regionale catanzarese che si risveglia solo quando può scagliarsi contro le mancanze strategiche e programmatiche del centrosinistra. Questa volta l’assist è ben piazzato e arriva dai consiglieri regionali del Partito democratico che forse dovranno dare delle spiegazioni chiare sulla posizione assunta, e magari anche sulle tante occasioni mancate di intervenire in maniera decisiva in difesa della sanità calabrese. Senza capire, tra l’altro, che depotenziare l’Università catanzarese e la sua facoltà di medicina significa fare un danno all’intera regione e non solo al Capoluogo. Dopo i tanti proclami su Catanzaro polo sanitario delle eccellenze, siamo ancora al dibattito sull’apertura dei corsi per le professioni sanitarie a Cosenza? Quando la classe dirigente catanzarese, di ogni colore politico, alzerà gli occhi per guardare oltre lo steccato del proprio orticello e saprà difendere gli interessi della collettività che l’ha eletta per rappresentarne degnamente le istanze ad ogni livello? La differenza tra Catanzaro e Cosenza, purtroppo, sta tutta nella capacità e nella voglia di schierarsi con determinazione e maturità per difendere a spada tratta una comunità, la sua storia e i suoi valori, non semplicemente palazzi e campanili.

Roberto Guerriero

Vice presidente del consiglio comunale